Attualità - 04 marzo 2026, 17:40

Ricorso al TAR del Comitato del Prino contro il progetto Aurelia Bis

Il presidente Alessandro Barla: "Costretti per tutelare il territorio e le famiglie”

Ricorso al TAR del Comitato del Prino contro il progetto Aurelia Bis

"L’incontro tra il sindaco Scajola e il Commissario straordinario di ANAS per l’Aurelia Bis ha portato notizie positive per alcune aree del territorio, in particolare per le questioni legate a Caramagna, al Baitè e all’argine dell’Impero, dove è prevista la realizzazione di nuove aree di sosta per gli autotrasportatori. Tuttavia, dal confronto è emersa una criticità che il Comitato del Prino considera grave: il tratto del Prino non è stato nemmeno menzionato, nonostante sia l’unico segmento del progetto che interessa direttamente la costa e presenti rilevanti impatti ambientali, paesaggistici e di sicurezza", a dirlo è il presidente del Comitato del Prino Alessandro Barla.

"Secondo quanto riferito -prosegue Barla -  ANAS ritiene di aver già risolto le principali problematiche. Eppure, già nel 2004 il CIPE e successivamente tutti gli enti coinvolti – in primis la Soprintendenza, Regione Liguria e lo stesso Comune nel 2012 – avevano chiesto di valutare soluzioni alternative a minor impatto ambientale, meno onerose anche sotto il profilo degli espropri e soprattutto più sicure.

Uno dei nodi centrali riguarda la viabilità prevista su via Ballestra, che insiste in area golenale. Secondo lo stesso progetto ANAS, la sicurezza rispetto al rischio di allagamenti è stimata con un tempo di ritorno di 50 anni. Diversa la situazione di via Littardi, che si trova in quota e presenta un rischio stimato ogni 500 anni. Una differenza che, per il Comitato, non può essere ignorata.

Di fronte a questo scenario, il Comitato del Prino annuncia un passo formale. Il presidente Alessandro Barla sottolinea come “alla luce di queste notizie saremo purtroppo costretti a portare le nostre istanze presso altre sedi non soggette a pressioni politiche, come il TAR. Avremmo evitato molto volentieri questa strada, ma è necessario tutelare il territorio e le famiglie coinvolte”.

Il Comitato evidenzia come siano decine le famiglie direttamente interessate dal progetto e ribadisce che le alternative proposte sarebbero concrete, facilmente attuabili e in grado di risolvere a monte molte delle problematiche evidenziate.

Sempre il presidente Barla aggiunge che “è triste che i cittadini debbano organizzarsi in un Comitato per chiedere agli enti preposti di valutare seriamente soluzioni che potrebbero ridurre impatti ambientali, costi e rischi per la sicurezza”.

Diego David

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