A Diano Marina sembra andare in scena l’ennesimo capitolo del paradosso urbanistico moderno: si progetta il nuovo, ma si dimentica l'uso.
Il rifacimento di via Saponiera, nato con l’intento di riqualificare uno snodo vitale della cittadina, sta sollevando più polverone per i suoi ostacoli che per il suo decoro. Il marciapiede, teoricamente restituito ai pedoni, si è trasformato in un percorso a ostacoli a causa del posizionamento di imponenti fioriere che sembrano ignorare le basi dell'accessibilità urbana.
L’ironia dei cittadini sui social è tagliente ma centrata: che senso ha investire risorse pubbliche per allargare gli spazi se poi questi vengono colonizzati da arredi ingombranti? Per un genitore con un passeggino o, peggio, per chi si muove in carrozzina, la nuova via Saponiera rischia di diventare una barriera architettonica "di design". L'arredo urbano dovrebbe essere al servizio della funzione, non un limite fisico che costringe a manovre complicate o, nel peggiore dei casi, a scendere sulla carreggiata.
Tra le lamentele ricorrenti lo spazio di manovra per le disabilità motorie è ridotto ai minimi termini. Inoltre i grandi vasi richiedono cure costanti che spesso, nel tempo, vengono meno. L’estetica non può e non deve mai prevalere sul diritto alla mobilità.






