“Gli Armatori hanno impugnato gli atti di accertamento delle Dogane di Imperia per il ‘New Vogue’ davanti ai competenti Giudici tributari”. Lo spiegano gli avvocati Mauro Anetrini e Alessandro Monti Bragadin, legali della società armatrice del "New Vogue", l'imbarcazione sequestrata dalla Procura di Imperia nei giorni scorsi. “Il 3 febbraio 2026, la Corte di Giustizia Tributaria Regionale di Genova ha accolto l’impugnazione e annullato gli atti di accertamento. Secondo la Giustizia Tributaria, quindi, non solo non vi è stata alcuna evasione, ma semplicemente l’IVA non è mai stata dovuta”, sottolineano i difensori. “Gli Armatori avevano già versato per intero l’IVA richiesta secondo lo strumento del ‘ravvedimento operoso’. L’importo è tutt’ora nella disponibilità delle Dogane di Imperia”, aggiungono. “Successivamente è intervenuto il nuovo sequestro disposto dalla Procura di Imperia, con grande sorpresa degli Armatori. Si tratta infatti di un’imposta che il Giudice Tributario ha stabilito non essere dovuta e, comunque, allo stato persino pagata. Gli Armatori confidano che la Giustizia italiana supererà questa situazione in tempi rapidi”, concludono.
Nonostante la decisione dei giudici tributari, lo yacht “New Vogue” è finito sotto sequestro nel porto di Porto Maurizio, a Imperia. Il provvedimento è stato eseguito dall’Agenzia delle Dogane e dalla Guardia Costiera.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Matteo Gobbi, ipotizza una presunta evasione dell’Iva all’importazione per un valore di circa 726 mila euro. Secondo l’accusa, l’imbarcazione avrebbe beneficiato indebitamente del regime di ammissione temporanea, pur non avendone i requisiti, in violazione delle norme doganali nazionali e dell’Unione Europea.
Al centro dell’indagine resta la figura del comandante dello yacht, cittadino ucraino e attualmente unico indagato. L’uomo risulta irreperibile dal 2022 e gli inquirenti ipotizzano che possa essere rientrato nel proprio Paese poco dopo la prima notifica del provvedimento, circostanza che rende più complesse le attività di accertamento delle responsabilità penali. La vicenda presenta ora un intreccio delicato tra giustizia tributaria e procedimento penale: da un lato la Corte di Giustizia Tributaria Regionale di Genova ha annullato gli atti di accertamento, stabilendo che l’Iva non fosse dovuta; dall’altro la Procura di Imperia ha disposto un nuovo sequestro, ritenendo sussistenti gli elementi per l’ipotesi di reato. Una situazione che apre un fronte complesso, sia sul piano giuridico sia su quello patrimoniale, mentre lo yacht resta fermo in banchina a Porto Maurizio.






