L'Amarcord - 28 febbraio 2026, 13:08

L’AMARCORD DEL SABATO. Imperia diventa capitale della dieta mediterranea

Esperti da tutto il mondo “certificano” pasta e olio come “medicine” naturali per salute e longevità

L’AMARCORD DEL SABATO. Imperia diventa capitale della dieta mediterranea

Quando la dieta mediterranea faceva scuola (e proseliti illustri) in tutto il mondo.

Era l’anno 1983 e, nel mese di marzo, Imperia sarebbe diventata – grazie all’organizzazione di un prestigioso convegno internazionale – la capitale mondiale dell’alimentazione salutare. Un centinaio di partecipanti provenienti da ogni parte del pianeta da una ventina di Paesi, diedero quindi vita a un simposio storico. L’evento - “che non è gastronomico né sponsorizzata dall’una o dall’altra azienda ma ha carattere altamente scientifico” , spiegò l’allora (e attuale) sindaco, Claudio Scajola – offrì anche momenti di curiosità (tra tutte la relazione del professor Pini dell’università di Bologna circa “un supermarket esistente a Imola già alla metà del Trecento" e quella del professor Nebbia dell’università di Bari sulla storia delle frodi alimentari). 

La riscoperta della dieta mediterranea, antica e imperniata sulla pasta e sull’olio di oliva (due specialità appunto, imperiesi), che sembrava travolta dalla propaganda per nuove forme di alimentazione, si presentò invece attualissima, sia in America che nel Nord Europa: la migliore soluzione al problema alimentare. “Cosa mangeremo nel 2000?”. A questa  stimolante domanda cercò appunto di dare una risposta il convegno, nell’ambito di un tema più generale - “Cultura e storia dell’alimentazione” - in programma a Imperia dall’8 al 12 marzo 1983. Promosso dal Comune e organizzato da Camera di Commercio, Provincia e Regione, si tenne al teatro Cavour. Antropologi, dietologi e storici operanti negli atenei di Brasile. Francia, Germania, Giappone, Grecia, Olanda. Portogallo, Spagna e Stati Uniti, oltre che, naturalmente, Italia, si confrontarono su temi inerenti “il cibo e il sogno”, “alimentazione e storia”, “cultura e modi di alimentazione-cereali, olio e vino”, “la dieta mediterranea”.

Dietologi e scienziati sono d’accordo: quello che mangiano da secoli i popoli del Mediterraneo è la tesi ideale per vivere a lungo, in armonia con il proprio corpo”, confermò il professor Giovanni Rebora, titolare di Storia economica e Storia agraria medievale presso la facoltà di lettere di Genova. Secondo i dietologi statunitensi ed europei, la dieta naturale di Calabria, Lucania e Liguria è quella giusta, essendo legata alla terra e ai suoi frutti, non sovraccarica di proteine, imperniata su prodotti secolari della coltura mediterranea, come il grano, la vite, l'olivo, il peperoncino rosso e il basilico. “Questo regime alimentare, da noi spesso considerato solo come una necessità socioeconomica, è in definitiva, per gli esperti, il migliore alleato delle arterie del nostro organismo”, disse il compianto Gianni Cozzi, allora presidente della Camera di Commercio.

Giorgio Bracco

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