Attualità - 20 febbraio 2026, 07:03

LA STORIA. Oltre lo sport: le emozioni di Giuseppe Di Fini, volontario alle Olimpiadi

Al lavoro per due settimane al Villaggio Olimpico di Livigno

LA STORIA. Oltre lo sport: le emozioni di Giuseppe Di Fini, volontario alle Olimpiadi

Giuseppe Di Fini, 22 anni, di Riva Ligure, ha osservato le Olimpiadi da una prospettiva privilegiata. È stato uno dei tasselli che ha reso possibile l’evento, partecipando al programma Team26, il grande progetto che coinvolge 18 mila volontari selezionati per i Giochi di Milano Cortina 2026.

Per due settimane ha indossato divisa e badge di riconoscimento, nel ruolo di ground transport volunteer al Villaggio Olimpico di Livigno. "Ci occupiamo della mobilità e del trasporto degli atleti -spiega Di Fini- un compito che mi ha permesso di entrare in contatto direttamente con i campioni. Chiacchierandoci ti rendi conto che dietro ogni atleta c’è una persona e che fuori dalle gare non esiste competizione, ma solo rispetto". 

Per chi ha praticato sport fin da bambino, pallanuoto nel suo caso, l’emozione è stata ancora più forte: "Vivere un evento così, soprattutto negli sport invernalinoi che siamo abituati al mare – è incredibile. Vedere le gare dal vivo non è come guardarle in TV: senti l’energia, il momento di festa, l’adrenalina".

Oltre alle performance sportive a segnare sono gli incontri: conoscere storie di vita, anche altalenanti, che trasmettono fiducia. Come quella dello statunitense Nick Goepper, che dopo tre medaglie olimpiche nello slopestyle ha affrontato un periodo di depressione: "Mi ha colpito molto la sua storia - ammette - ti fa capire che anche chi arriva in cima può cadere, ma ci si può sempre rialzare". Un altro momento indelebile è stato incontrare Birk Ruud, campione norvegese, oro nello slopestyle maschile. "Ho visto da vicino la medaglia d'oro, non lo diresti, ma è davvero pesante". 

Un’esperienza internazionale e formativa: "È un ambiente cosmopolita, ho lavorato con ragazzi di ogni età, arrivati da tutta Italia e anche dall'estero -conclude-. È stata un’esperienza formativa, che ti fa crescere e ti apre la mente".

Sara Balestra

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