La Corte d’Appello di Genova ha confermato la natura mafiosa dell’associazione smantellata con l’operazione “Ares” del novembre 2023, riconoscendo l’aggravante del 416 bis per quindici dei diciotto imputati che avevano presentato ricorso contro la sentenza di primo grado.
In primo grado erano state inflitte 23 condanne per complessivi 184 anni di carcere. Domenico Gioffrè, ritenuto al vertice del gruppo, non ha impugnato la sentenza e, grazie alla Legge Cartabia, ha ottenuto una riduzione della pena da 20 anni a 16 anni e 4 mesi.
Il collegio guidato dal presidente Vincenzo Papillo, affiancato dal giudice Vittore Ferraro, ha confermato l’impianto accusatorio per Giovanni De Marte, cognato di Gioffrè, mantenendo il reato associativo e l’aggravante mafiosa ma rideterminando la pena in 14 anni e 4 mesi, rispetto ai 16 inflitti in primo grado. Riduzioni anche per Lorenzo Onda (4 anni, 9 mesi e 4 giorni), Giovanni Chimienti (8 anni, 3 mesi e 23 giorni), Antonino Laganà (10 anni e 4 mesi), Gaio Guillermo Tobar Niemes (5 anni e 2 mesi) e Indrit Shaba (9 anni e 10 mesi).
Hanno definito la loro posizione con l’accordo in appello Alessandro Casa, che passa da 7 anni e mezzo a 6 anni, e Arcangelo Antonio Raso Casanova, con pena ridotta da 4 anni e 4 mesi a 3 anni e 8 mesi.
Restano invece immutate, con il riconoscimento del metodo mafioso, le condanne a carico di Michela De Marte (7 anni), Leonardo Randy Nieto Fiss (13 anni), Giuseppe Scarcella (10 anni), Elvis Collaku (4 anni) e Vincenzo Santarpia (10 anni e 4 mesi).
Per Johnny Loda è stata esclusa l’aggravante mafiosa: la pena è stata ridotta a 6 anni, 2 mesi e 20 giorni, anche in considerazione della continuazione con reati già giudicati. Sconti di pena anche per Nicolò Striglioni, assistito dall’avvocato Luca Ritzu, la cui condanna scende a 4 anni, 9 mesi e 10 giorni, e per Andrea Ziella, ora a 9 anni.
Infine, per Gianluca Cavalcante, di Sanremo, già privo dell’aggravante del 416 bis in primo grado, la pena è stata ulteriormente ridotta a 2 anni, 3 mesi e 10 giorni.
La Corte ha confermato il reato associativo e l’aggravante mafiosa per la maggior parte degli imputati, rideterminando diverse pene al ribasso e confermandone altre. L’aggravante è stata esclusa per alcuni imputati, con ulteriori riduzioni di pena.
I difensori hanno annunciato ricorso in Cassazione.






