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La Camera sfida Trump e vota a favore del blocco dei dazi al Canada. A fare la differenza sono stati, secondo quanto riporta la Cnn, sei voti repubblicani. I voti a favore sono stati 219 contro i 211 contrari. Una fronda che i vertici del GOP avevano provato fino all’ultimo a evitare. Ma alla fine Thomas Massie, Don Bacon, Kevin Kiley, Jeff Hurd, Brian Fitzpatrick e Dan Newhouse hanno sostenuto la misura per cancellare le tariffe, esprimendo apertamente le preoccupazioni che da mesi serpeggiano nel partito sulla guerra commerciale avviata dalla Casa Bianca.
La reazione di Trump non si è fatta attendere. Su Truth Social il presidente ha minacciato conseguenze politiche per chi ha votato contro i dazi, comprese possibili sfide alle primarie: “Qualsiasi repubblicano, alla Camera o al Senato, che voti contro le TARIFFE subirà gravi conseguenze alle elezioni, anche alle primarie" ha scritto, precisando che il vero ruolo dei dazi è dare maggiore sicurezza al Paese "visto che basta nominarli per spaventare gli altri e accettare le nostre richieste".
Nonostante questo, i dissidenti hanno tirato dritto. Hurd ha spiegato che agricoltori e produttori di acciaio nel suo distretto stanno già subendo gli effetti delle tariffe. “Ho guardato alla Costituzione e all’interesse del mio distretto. Non è facile, ma è la cosa giusta”, ha detto, minimizzando i timori di ritorsioni politiche. Newhouse, che non si ricandiderà, ha sottolineato come nel suo Stato – fortemente legato agli scambi con il Canada – i prezzi di fertilizzanti e attrezzature agricole siano aumentati sensibilmente.
Il voto rappresenta un episodio raro in un partito dove Trump mantiene ancora un forte controllo, soprattutto con maggioranze così strette al Congresso. Lo Speaker della Camera Mike Johnson ha provato a ridimensionare l’accaduto, definendolo un “esercizio inutile” e ricordando che il presidente può porre il veto. E alla Camera non ci sono i numeri – servirebbe una maggioranza dei due terzi – per superarlo.
Il Senato ha già approvato un provvedimento simile per cancellare i dazi sul Canada, con una maggioranza semplice. Ma anche in quel caso, la parola finale spetterebbe comunque alla Casa Bianca.






