Attualità - 12 febbraio 2026, 06:50

Tariffe Rivieracqua 2026-2027, il Comitato Difesa Acqua Pubblica: "Un atto illegittimo"

Mancato rispetto delle prescrizioni ARERA e assenza di tutele concrete per gli utenti

Tariffe Rivieracqua  2026-2027, il  Comitato Difesa Acqua Pubblica: "Un atto illegittimo"

"Il Provvedimento Dirigenziale n. 54 del 9 gennaio 2026, con cui la Provincia di Imperia ha avviato l’aggiornamento delle tariffe del Servizio Idrico Integrato per il biennio 2026-2027, solleva rilevanti criticità sul piano della legittimità e dell’opportunità amministrativa", a sostenerlo è il Comitato Difesa Acqua Pubblica.

"L’atto ignora il contesto regolatorio in cui opera Rivieracqua S.p.A. e le prescrizioni vincolanti imposte da ARERA con la Deliberazione 325/2025/R/IDR, che ha accertato gravi carenze nella qualità tecnica del servizio, tra cui problemi sui dati delle perdite idriche e violazioni relative al trattamento delle acque reflue (caso Andora).

Secondo il Metodo Tariffario Idrico 2024-2029, dal 2026 i gestori che non abbiano superato i prerequisiti di qualità tecnica non possono accedere all’aggiornamento tariffario. Tuttavia, la Provincia ha avviato la procedura senza una verifica formale del superamento di tali carenze, basando l’atto su un presupposto fortemente dubbio.

Ulteriore elemento critico riguarda l’obbligo, imposto da ARERA, di prevedere nel primo aggiornamento utile la restituzione agli utenti degli oneri non riconosciuti in tariffa. Nonostante il richiamo nelle premesse, la determina non contempla alcun meccanismo operativo di rimborso, creando una evidente contraddizione tra dichiarazioni e contenuto effettivo dell’atto.

Permane inoltre l’illegittimità della struttura tariffaria, già censurata dall’Autorità per la mancata adozione di un sistema pro capite conforme alla normativa. L’avvio dell’aggiornamento senza una preventiva sanatoria di tali irregolarità appare contrario ai principi di equità e legalità.

Nel complesso, il provvedimento risulta formalmente corretto ma sostanzialmente carente, poiché trascura vincoli regolatori, obblighi di restituzione e riforme strutturali necessarie. Il rischio è quello di alimentare nuovo contenzioso e di gravare ulteriormente sugli utenti.

Per queste ragioni si ritiene che la Provincia avrebbe dovuto sospendere la procedura, verificare il pieno adempimento delle prescrizioni ARERA e subordinare ogni aggiornamento tariffario a un piano chiaro di restituzione e a una riforma equa della struttura tariffaria, nel rispetto della legalità e della tutela dell’interesse collettivo".

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