In un 2026 segnato dall’ottavo centenario del transito di San Francesco, la comunità delle Clarisse di Porto Maurizio si conferma una "profezia della presenza" per l’intera diocesi.
Sotto la guida di Madre Chiara Libera, le quattro sorelle trasformano la fragilità numerica in una risorsa spirituale, abitando il presente con la forza del Vangelo dei piccoli. La loro vita, come spiega un Ponente7, la pagina settimanale di Avvenire, non è un’eredità statica, ma un linguaggio che si rinnova nelle periferie dell'esistenza. La giornata nel monastero segue il battito della preghiera, dalle Lodi mattutine delle 7 fino al silenzio della Compieta, passando per la condivisione della Parola. Ma la clausura non è isolamento: il lavoro manuale, come la cura del giardino e la storica confezione delle ostie, si intreccia al servizio dell’ascolto in parlatorio, dove le sorelle accolgono le inquietudini del mondo.
Anche l’architettura della loro chiesa riflette questa missione, con un ambo centrale che pone la Parola al cuore della comunità, rendendola nutrimento quotidiano per chiunque varchi la soglia. San Francesco e Santa Chiara non sono figure del passato, ma compagni di viaggio che insegnano la cura di Dio per l'uomo. In questo seme di pace risiede l'attualità della vita consacrata: una presenza che non cerca il potere dei numeri, ma la profondità di una testimonianza vissuta con gioia.
Tra le mura di Imperia, il silenzio diventa dialogo e il lavoro si fa offerta, dimostrando che la spiritualità francescana è più viva e necessaria che mai. Un faro di speranza che continua a illuminare il cammino della comunità locale.






