Mario Odasso, l’82enne affetto da Alzheimer e gravi deficit visivi, era precipitato nel 2019 dal balcone della RSA “Monsignor Enrico Casa” di Borghetto d’Arroscia.
Ora, il Tribunale civile ha emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’Opera Cuore Immacolata di Maria, stabilendo un risarcimento di circa 52 mila euro per i familiari della vittima.
I giudici hanno chiarito un principio fondamentale: una struttura che accetta il ricovero di un paziente fragile, pur conoscendone le criticità, assume l’obbligo di proteggerlo con estrema diligenza. La tragedia non è stata un gesto volontario, come inizialmente ipotizzato, ma il risultato di una catena di omissioni. In particolare, la sentenza punta il dito contro la mancata somministrazione della terapia sedativa, che ha alimentato lo stato di agitazione dell’anziano, e l’assenza di una sorveglianza adeguata.
A pesare sulla decisione sono state anche le carenze strutturali, come il mancato bloccaggio della porta-finestra e l'assenza di barriere protettive. Una condanna che segue quella penale a dieci mesi inflitta all'operatrice in turno quella notte. Per l'avvocato della famiglia, Fabrizio Vincenzi, si chiude un capitolo doloroso durato anni, restituendo dignità alla memoria di Odasso e confermando che la sicurezza nelle residenze assistite non può essere un’opzione, ma un dovere inderogabile verso chi non può difendersi da solo.






