Vi contatto in merito al verbale da me recentemente ricevuto, relativo a un superamento del limite di velocità che, una volta applicata la decurtazione prevista per l’errore strumentale, determina una violazione pari a 0,08 km/h.
Premetto, doverosamente, che mi attengo senza riserve all’infallibilità della matematica e alla piena legittimità dell’atto amministrativo. Proprio per questo motivo, ho già provveduto a regolare quanto dovuto nei termini previsti, senza alcuna volontà di contestazione né di polemica.
La presente nasce, piuttosto, da una mera e sincera curiosità. Mi domando infatti se una violazione di tale entità possa essere considerata un evento statisticamente raro o, addirittura, se rappresenti il valore più contenuto mai sanzionato nell’ambito dei controlli comunali sulla velocità. In altre parole: lo 0,08 km/h può aspirare, con legittimo orgoglio, a entrare negli annali?
Al di là dell’aspetto numerico, l’episodio offre a mio avviso uno spunto di riflessione più ampio e interessante. Il rigoroso rispetto delle regole è un pilastro imprescindibile della convivenza civile, così come lo è l’uso di strumenti tecnici sempre più precisi e affidabili. Tuttavia, casi come questo invitano a interrogarsi sul rapporto tra l’applicazione formale della norma e il buon senso, soprattutto dal punto di vista della percezione del cittadino.
Daniele Sasia






