Il pastificio Agnesi, azienda privata con il maggior numero di dipendenti, circa 350, nell’Imperiese, cerca nuove aree per aumentare la produzione di pasta entro il 1984. Dagli attuali 420 mila quintali annui si punta a 650 mila quintali. “Se non le troveremo qui - minaccia l’azienda - trasferiremo altrove la produzione”.
Leonardo Sciolli, consigliere di amministrazione della società, ha discusso il caso con i rappresentanti comunali, sindacali ed economici della città. “I presupposti per il potenziamento esistono - ha commentato dopo il vertice - Agnesi è in netta ascesa sui mercati italiani ma se non ci adegueremo alla richiesta crescente correremo il rischio di perdere posizioni già acquisite. Se non riusciremo a trovare una "soluzione territoriale" a Imperia, saremo costretti a spostare parte della lavorazione altrove, in altri stabilimenti già esistenti”.
Sino allo scorso anno, la direzione tecnica della Agnesi aveva puntato, per reperire nuovi spazi, a una copertura con solettone del tratto finale del torrente Impero, quello che corre a fianco dello stabilimento attuale. Sciolli sostiene che questa soluzione non è più necessaria. L’azienda, infatti, mira all’ampia fascia di terreno demaniale coperto in parte dalla raffineria del gruppo oleario Sasso-Novaro, in parte lasciata inutilizzata, o quasi, proprio di fronte allo stabilimento Agnesi. In quell’area, l’azienda vorrebbe spostare il proprio magazzino di stoccaggio merce, attualmente gravitante su via De Sonnaz e sulla superstrada Amerigo Vespucci, con però gravi inconvenienti per la circolazione. Al posto dell’attuale magazzino, il pastificio installerebbe nuove linee di produzione e confezionamento.
“Questa soluzione non intralcerebbe i piani di sviluppo portuale perché interessa aree già da ora destinate ad uso industriale - precisa Sciolli - certo, ciò provocherebbe una diminuzione di occupazione alla Novaro-Sasso, ma il nostro stabilimento potrebbe cosi svilupparsi molto: secondo i nostri calcoli, l'occupazione passerebbe dalle attuali 494 mila ore lavorative annue a 619 mila, tali da compensare ampiamente ogni altra diminuzione”.
Parte del lavoro dell’Agnesi è già stato decentrato a uno stabilimento del Veneto. Dalle riunioni svolte sinora pare che nessuna obiezione fondamentale sia stata mossa a questi progetti, anche se i sindacati si sono riservati approfondire ogni aspetto del problema, soprattutto per quel che riguarda l'occupazione, al fine di le garanzie insite nella proposta.






