Si daranno lo storico appuntamento a Imperia gli ex allievi del glorioso veliero oceanico Patria.
Arriveranno da ogni parte d’Italia e si ritroveranno assieme ai compagni di un tempo, per ricordare gli anni ruggenti, ultimo veliero oceanico della Marina mercantile italiana: il raduno nazionale è previsto nel capoluogo rivierasco per maggio. L’idea è del comandante Flavio Serafini, sovrintendente del Museo navale internazionale del Ponente ligure. Il convegno si terrà nel salone della Camera di commercio. A tutti i superstiti (tre gli imperiesi: Alfredo Canepa, Amedeo Costa e Vincenzo Parodi, ora in pensione) sarà consegnata una pergamena a ricordo del festoso evento.
Alla cerimonia hanno già dato la propria adesione il ministro della Marina mercantile, Gianuario Carta, e l’ammiraglio Luigi Durand de la Penne. Uno dei momenti più significativi sarà al Casinò di Sanremo, dove sarà proiettato un vecchio filmato sull'attività del Patria, scovato da Serafini negli archivi dell’Istituto Luce. L'epopea di questo leggendario “cinque alberi” di origine tedesca dallo scafo in acciaio, costruito dai Krupp a Kiel nel 1922 (stazza lorda di 1848 tonnellate), è stata raccontata dallo stesso Serafini, in un volume, dal titolo In vela sull’Oceano, che sarà pubblicato da Mursia per fine aprile.
Il volume chiude la trilogia dedicata dall’autore alla marineria imperiese, cominciata con La città dei marinai e proseguita con Vele nella leggenda. Precederà un’altra opera, già in cantiere, dal titolo Ponte di comando». Il libro avrà circa 600 pagine e comprenderà anche 500 foto inedite che, precisa Serafini, “ho recuperato in giro per il mondo, fra i cimeli di molti ex allievi”.
Acquistato a Genova per 18.500 sterline nel febbraio del 1931 dalla società Nazario Sauro e ribattezzato appunto Patria, il bastimento fu riadattato nell’arsenale di La Spezia. Trovare l’equipaggio non fu facile: “Buoni marinai velici ne erano rimasti pochi, e molti erano in età avanzata. Il comandante Lazzarini, viareggino, rintracciò gli uomini adatti in Versilia”, spiega Serafini. Il viaggio inaugurale ebbe inizio a maggio del ‘32: 35 diplomati capitani salparono da Genova per Santa Fe. Il corso durava un anno di navigazione a vela nell’Atlantico. Al termine, gli allievi venivano esaminati da una commissione ministeriale: se promossi, sul libretto di matricolazione venivano segnati 30 mesi di imbarco e potevano quindi tornare a bordo come ufficiali. Sei furono le campagne compiute tra il ‘32 e il ‘38 dalla nave-scuola, 130 gli allievi complessivi. Venduto per ragioni economiche, il Patria diventò poi Imperatore, la goletta del marmo. Dopo la guerra fu disalberato e trasformato in carretta dei mari. Prese altri nomi: Ernesto 8, Piombino nel suo malinconico tramonto. Nel ‘71 fu demolito a Vado.






