Una stradina dimenticata. Ma via privata Rambaldi a Borgo Marina non è neppure l’unica. La comunicazione tra via Sant’Antonio e corso Garibaldi, per la prima parte viabile e poi pedonale con un’angusta scalinata, nonostante il nome legato al suo passato, privata non lo è o meglio, non lo è più da tantissimi anni. Ma, considerate le condizioni in cui è rimasta, non è nemmeno comunale visto che avrebbe urgente necessità di interventi riparatori.
In effetti non si presenta nel migliore dei modi soprattutto per la sua situazione logistica: può essere una valida alternativa al vicinissimo ascensore quando l’impianto, come avviene spesso, è fermo per riparazioni ma non è certo un bel biglietto da visita per il turista.
Erbacce e degrado, scalini logorati dall’uso con il facile rischio di causare cadute ai pedoni e, tanto per aggiungere un’altra nota di demerito, la totale assenza di illuminazione in particolare nel primo tratto della scalinata. E allora le lamentele si sprecano. “Non mi sembra giusto lasciare una via pedonale in questa situazione – contesta un abitante della zona e abituale frequentatore della stradina –. È anche pericolosa, nella parte senza luce e con la pavimentazione malridotta è veramente facile cadere soprattutto per i numerosi anziani residenti nel borgo”.
Così, invece di essere un’alternativa all’ascensore, si trasforma nel confine invalicabile tra Borgo Marina e il centro portorino. “Più di una volta ho cambiato strada – aggiunge un altro residente nei condominii vicini –. Quando l’ascensore è fermo, per raggiungere via Cascione, ho preferito utilizzare via Rambaldo per non dover affrontare questa scalinata”.






