Attualità - 27 gennaio 2026, 07:05

Sicurezza nelle scuole, Pistocco (CISL): “Chiediamo investimenti e ascolto non solo barriere fisiche”

Dopo il caso di La Spezia, la segretaria provinciale chiede di rimettere al centro il sostegno ai giovani e la dignità del personale scolastico

Sicurezza nelle scuole, Pistocco (CISL): “Chiediamo investimenti e ascolto non solo barriere fisiche”

In merito al dibattito scaturito dal drammatico evento di La Spezia e alla proposta ministeriale di installare metal detector negli istituti considerati "a rischio", la segretaria provinciale della Cisl Antonietta Pistocco esprime una posizione ferma sulla necessità di rimettere al centro la comunità educante e la dignità del personale: “La scuola deve rimanere un luogo inclusivo di accoglienza e di crescita, di relazioni interpersonali significative e di apertura verso l’altro e il mondo. La sola installazione di uno strumento come il metal detector non può essere una strategia risolutiva, anzi rischia di trasmettere un messaggio di sfiducia e di impotenza, trasformando le scuole in luoghi chiusi, quasi “blindati”, piuttosto che in sedi privilegiate di formazione, cultura, conoscenza, confronto e dialogo”. 

 Per la segretaria Cisl la sfida è più complessa: occorre districare i nodi emergenziali, parliamo di disagio giovanile acuitosi dopo il Covid, di crisi economica/sociale che tante famiglie si trovano ad affrontare, di un clima sempre più aggressivo nella società, di sovraccarico lavorativo del personale scolastico schiacciato tra nuove pressanti incombenze e tagli, riduzioni, insufficienza della pianta organica, precarietà, scarsa valorizzazione. La sicurezza di studenti e lavoratori deve essere una condizione necessaria e imprescindibile da attuarsi con una vera alleanza educativa tra scuola e famiglia e con una fattiva rete di collaborazione tra Istituzioni, Comune e servizi sociali, Asl con figure specialistiche, forze dell’ordine per prevenzione e presidio, sindacato, mondo delle imprese, terzo settore. Se il metal detector può rappresentare un deterrente temporaneo in alcuni casi specifici non può essere la regola, la panacea di tutti i mali”.                 
 

La Cisl torna dunque a chiedere interventi concreti su diversi fronti: potenziamento degli organici a cominciare dal personale ATA e docente per garantire una vigilanza attiva e un supporto educativo costante, superando finalmente la logica dei tagli; presenza di esperti psicologi e pedagogisti in ogni scuola con sportelli di ascolto per intercettare il disagio prima che sfoci in rabbia e violenza; percorsi di sostegno alla genitorialità; educazione emotiva, educazione digitale. 

Ribadisce che è necessario riconoscere, anche economicamente, la gravosità di un lavoro che oggi richiede competenze relazionali di gestione del conflitto sempre più complesse. “Attenzione, corresponsabilità, risorse economiche ed umane da immettere urgentemente nella scuola, miglioramento del welfare, ascolto e cura delle fragilità, uno 'sguardo nuovo' sui nostri giovani che si trovano a vivere un tempo di trasformazioni epocali – conclude la segretaria - rappresentano misure di prevenzione e cura del disagio latente, rendendo possibile quello straordinario percorso di cambiamento che è il processo educativo”.

Diego David

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