L’elenco degli evasori fiscali imperiesi è lungo, aperto da molti commercianti e professionisti. La sintesi nel bilancio del Consiglio tributario.
Il primato spetta ai medici dentisti: nel triennio ‘74-76, soltanto di Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, non hanno pagato almeno mezzo miliardo di lire. L’organismo, diretta emanazione del Comune, traccia il bilancio della sua attività dopo 15 mesi dalla sua entrata in funzione.
Un cammino irto di ostacoli, per il muro di omertà e la mancata collaborazione incontrata nello svolgere un compito cosi delicato. Primo bersaglio, l’evasione totale. “Abbiamo proceduto, attraverso l’anagrafe elettronica del Comune, a un sorteggio fra i capifamiglia, in ragione di uno ogni 75 - spiega il presidente del Consiglio tributario, Mauro Borsò - si è cosi formato un elenco di 210 nominativi. Di un quarto di loro, 46 per l’esattezza, non c’è traccia di alcuna denuncia fiscale. Questa indagine a campione, effettuata con metodi empirici ma imparziali, ha posto in evidenza come il problema dell’evasione totale possa assumere proporzioni vistose”.
Nel 1978, il Consiglio tributario si è radunato 11 volte. Ha esaminato trenta proposte di accertamento inviate dall’Ufficio imposte dirette, relative a diversi contribuenti: otto riguardavano commercianti, sei professionisti, sei esercenti e ristoratori, dieci quelle di vario genere. Sono state formulate proposte di aumento per cinque contribuenti, due titolari di ristorante, un professionista e due commercianti. Più numerose, 24, le riunioni tenute nel 1979. I pareri espressi sulle proposte di accertamento sono stati 156, relativi a 84 contribuenti . Proposte di integrazione delle dichiarazioni sono state formulate dal Consiglio tributario per 12 professionisti, 12 commercianti, tre ristoratori.
“Nel ‘79 - prosegue Borsò - ci siamo dedicati soprattutto ad alcuni settori specifici, quelli dei medici dentisti, farmacisti e dei titolari di attività commerciali. Se le integrazioni delle informazioni sui medici dentisti, trasmesse all'Ufficio imposte dirette, hanno permesso di accertare una rilevante area di evasione, per quanto riguarda i farmacisti i risultati ottenuti dal Consiglio tributario sono più modesti, causa la difficoltà di approfondire l’indagine sulle spese e sugli ammortamenti: in molti casi, infatti, le aziende hanno optato per la tenuta di libri contabili, e quindi, nella dichiarazione dei redditi appaiono solo i dati consuntivi.
Per questa categoria, si potrebbero avere attendibili indici di redditività, se l'Ufficio fiduciario tra gli enti mutualistici e l’Ordine dei farmacisti (che provvede alla tariffazione delle ricette spedite dalle farmacie della Provincia per conto delle mutue), fornisse al Consiglio tributario i dati richiesti. Ma si è purtroppo trincerato dietro il paravento del segreto, per quanto nessuna norma di legge ne disciplini l’ordinamento o sancisca il segreto d'ufficio”. Le difficoltà Incontrate dal Consiglio tributario per tentare di arginare l'evasione fiscale, fenomeno ormai diffuso e generalizzato, che dilaga ad Imperia, sono stati molteplici.






