Ieri sera, sabato 24 gennaio, presso la Sala Beckett, di San Lorenzo al Mare si è svolto l’incontro Storie di Memoria. Persone nella Storia, un evento dedicato alla ricostruzione delle vicende della famiglia De Benedetti a partire dall’emanazione delle leggi razziali del 1938. La serata ha rappresentato per la comunità un’importante occasione di riflessione, fondata sulla testimonianza di Filippo Biolé, presidente dell’ANED di Genova e dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, nonché discendente diretto della famiglia. Nel suo intervento, Biolé ha ripercorso i fatti ponendo al centro l’impegno etico e la condivisione della memoria storica come strumenti fondamentali per la costruzione di un futuro migliore.
L’incontro è stato arricchito dagli interventi musicali della Giovane Orchestra Note Libere, diretta dai maestri Cristina Orvieto e Fabrizio Ragazzi. Il programma ha incluso l’esecuzione di brani dal forte valore simbolico, come Gam Gam, il tema di Schindler’s List e quello de La vita è bella, che hanno accompagnato e nobilitato la narrazione dei fatti storici, amplificandone l’intensità emotiva.
Particolarmente significativa è stata la sezione teatrale, curata da Paolo Paolino e Loredana de Flaviis del Teatro dell’Albero. I due attori hanno interpretato lo zio Bruno, internato nel campo di concentramento di Fossoli, e la moglie Armanda, di fede cattolica, che lo attendeva a Santa Margherita Ligure. Al centro della rappresentazione, lo scambio epistolare tra i due coniugi: dalle lettere emerge, fino all’ultimo, un profondo e ostinato sentimento di speranza. Nonostante la separazione forzata, la differenza di fede e la durezza della prigionia a Fossoli — snodo cruciale della deportazione verso i campi di sterminio — la prospettiva di un possibile ricongiungimento non ha mai abbandonato gli sposi.
Il dialogo con le nuove generazioni è stato rappresentato dalla partecipazione del giovane Alessandro Ravasio, studente dell’Istituto Comprensivo Sauro di Imperia, che ha collegato l’incontro al Congresso della Memoria dei Ragazzi, tenutosi lo scorso venerdì. Ravasio ha condiviso la storia di Frida Misul, soprano ebrea di Livorno sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz. La sua vicenda testimonia in modo esemplare come l’arte possa diventare una forza salvifica: grazie al canto, Frida riuscì a sopravvivere all’orrore del lager, dimostrando come la bellezza sia capace di resistere e preservare la vita anche nei luoghi più drammatici.
A conclusione della serata, l’assessora alla cultura Cinzia Balestra ha sottolineato il valore civile dell’iniziativa, richiamando l’importanza della responsabilità individuale: “Che la Giornata della Memoria possa renderci sempre più consapevoli dell’importanza di tutto ciò che ci rende umani e che ognuno di noi, pur nella sua fragilità, difenda questa umanità, scegliendola ogni giorno, giorno dopo giorno”.






