Attualità - 22 gennaio 2026, 12:10

Viadotto Uveghi, cresce la preoccupazione per la viabilità

Il sindaco di Ortovero chiede risposte urgenti: “Rischio traffico pesante sulla 453 e gravi ricadute sui centri abitati”

Viadotto Uveghi, cresce la preoccupazione per la viabilità

Anche in provincia di Savona tiene banco la questione del viadotto Uveghi, infrastruttura strategica lungo la Strada Statale 28, nel territorio di Pieve di Teco che unisce Liguria e Pimonte. Il progressivo deterioramento strutturale del viadotto sul quale si stanno svolgendo importanti valutazioni tecniche da parte di Anas, di livello 4, le stesse del ponte Morandi, sta sollevando forti preoccupazioni non solo nell’Imperiese, ma anche nei Comuni confinanti, a partire da Ortovero, che si affaccia sulla bassa Valle Arroscia. A prendere posizione è il sindaco di Ortovero, Osvaldo Geddo, che ha inviato una nota ufficiale ai vertici delle Province di Imperia e Savona, alla Prefettura e all’ANAS, chiedendo chiarimenti urgenti sulle condizioni di sicurezza dell’opera e sui piani di intervento previsti.

Al centro delle preoccupazioni dell’amministrazione comunale c’è l’ipotesi che eventuali limitazioni o chiusure del viadotto Uveghi possano comportare il riversamento del traffico pesante sulla S.S. 453, asse viario che attraversa il centro abitato di Ortovero per oltre due chilometri. Secondo il sindaco, si tratterebbe di uno scenario critico: la S.S. 453 non è progettata per sostenere flussi intensi di mezzi pesanti, soprattutto in ambito urbano. Un aumento del traffico avrebbe conseguenze dirette sulla sicurezza stradale, sulla viabilità locale e sulla qualità della vita dei residenti. Nella lettera inviata agli enti competenti vengono evidenziati diversi rischi concreti: gravi criticità per la sicurezza stradale e urbana, possibili problemi di ordine pubblico legati all’inadeguatezza della rete viaria locale e un impatto significativo sui cittadini che vivono lungo i tratti interessati dal passaggio dei mezzi pesanti.

L’amministrazione di Ortovero chiede quindi un quadro aggiornato delle valutazioni tecniche sul viadotto Uveghi e un dettaglio delle soluzioni alternative o compensative che possano garantire una mobilità sostenibile tra entroterra e costa, evitando di scaricare le conseguenze su territori non attrezzati a sostenerle. “Anche uno studio sui flussi di traffico in bassa Valle Arroscia, percorsa quotidianamente da moltissimi residenti anche dell’Alta Valle, potrebbe essere utile per analizzare possibili interventi in caso di emergenze come quella del viadotto sulla S.S. 28 nel territorio di Pieve di Teco”, afferma il sindaco Osvaldo Geddo.

Il caso del viadotto Uveghi diventa così un tema che travalica i confini comunali, ponendo con forza la necessità di coordinamento istituzionale, trasparenza sulle condizioni infrastrutturali e programmazione preventiva, per evitare che un problema strutturale si trasformi in un’emergenza quotidiana per cittadini e pendolari.

Diego David

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