Grido di allarme di cacciatori e agricoltori: “La provincia di Imperia, e in particolare la zona collinare, è invasa da cinghiali, volpi, cani e vatti selvatici provenienti dalla Francia”. Il motivo? “Qui da noi ci sono cibo e acqua in abbondanza”.
Arrivano a branchi dalle Alpi francesi, costretti a emigrare dopo i furiosi incendi che, la scorsa estate, hanno devastato la Costa Azzurra. Durante tutto il 1979, sono stati abbattuti non meno di 500 esemplari. L'ultima preda pochi giorni fa, a Pairola, tra San Bartolomeo al Mare e Cervo. Ucciso un cinghiale di 120 chilogrammi. Ma cosa porta questa orda selvaggia a sconfinare liberamente nell’Imperiese? “L’enorme siccità che esiste sulle alture francesi – precisa Nello Feola, vice presidente provinciale della Federcaccia - il cinghiale ha bisogno di molto cibo, ma anche di molta acqua. Da noi trova facilmente l’uno e l’altro. Ci sono boschi selvaggi, il suolo è ricoperto di ghiande e castagne che non vengono più raccolte e ogni vallata è bagnata da sorgenti e ruscelli: sono un flagello per le piantagioni. Ma non solo. Dopo le recenti nevicate, anche le volpi stanno proliferando in modo eccezionale. Trovano in Riviera un habitat favorevole. Ad aiutarne la propagazione sono state anche le numerose discariche abusive, sorte qua e là nell'entroterra.
Mangiano uova, olive, fichi e selvaggina. La volpe, al contrario di quello che si pensa, è un terribile animale predatore. Noi cacciatori ripopoliamo le foreste di lepri, fagiani, pernici e lei annulla subito i nostri sacrifici. Una caccia, questa, che dovrebbe essere incrementata e non ostacolata come vorrebbero le associazioni protezionistiche. La volpe costituisce un pericolo dal punto di vista sanitario, veicolo temibile per la diffusione della rabbia, grave malattia che ha già fatto la sua comparsa in Italia, nel Trentino Alto Adige, e avanza su un fronte di 30 km all’anno”.
Le discariche favoriscono anche la moltiplicazione dei gatti e dei cani selvatici. “Il felino è ancor più dannoso della volpe perché si arrampica sugli alberi e aggredisce i nidi degli uccelli – approfondisce Feola – in provincia di Imperia i cacciatori sono 14.000 (di questi circa 9.000 aderiscono alla Federcaccia). Gli ecologisti ci attaccano a più riprese ma in realtà siamo noi a proteggere il territorio dai predatori”.






