Anche ieri, domenica 18 gennaio, come già accaduto numerose volte in passato, la palestra Maggi di Porto Maurizio è rimasta chiusa e completamente deserta, ma il suo impianto di riscaldamento ha continuato a funzionare a pieno regime, giorno e notte. Una situazione che, secondo quanto segnalato ripetutamente sui social, provoca un forte disturbo acustico avvertibile in buona parte del Parasio.
Il problema non è nuovo: già in passato i cittadini avevano denunciato il funzionamento continuo dell’impianto durante i giorni di chiusura, senza che si registrassero interventi risolutivi. L’accensione prolungata della struttura si ripeterebbe ogni fine settimana, durante i ponti festivi e nelle giornate di chiusura, trasformando quello che dovrebbe essere un edificio inattivo in una fonte costante di rumore e consumo energetico inutile.
Nella mattinata di oggi, lunedì 19 gennaio, intorno alle ore 11, la palestra risultava ancora chiusa al pubblico, ma il sistema di riscaldamento era operativo ininterrottamente dal venerdì precedente. Una circostanza che solleva più di un interrogativo, non solo sul piano del disagio per i residenti, ma anche su quello economico e ambientale.
Al centro delle critiche c’è, infatti, il tema dello spreco di energia elettrica, con conseguente impatto sui costi di gestione di una struttura pubblica. In un periodo in cui si parla sempre più spesso di risparmio energetico e sostenibilità, appare difficile giustificare un consumo continuo in assenza di attività.
Resta aperta anche la questione delle responsabilità: chi deve occuparsi del controllo degli impianti? Esistono sistemi di regolazione automatica o verifiche periodiche per evitare simili situazioni? E soprattutto, chi paga per questo utilizzo improprio delle risorse?
I residenti del Parasio chiedono risposte e interventi concreti, affinché vengano tutelati il diritto al riposo, il rispetto dell’ambiente e una gestione più attenta del patrimonio pubblico.






