Attualità - 17 gennaio 2026, 19:19

LA RIFLESSIONE. L’approdo turistico di Imperia tra occasioni mancate, concorrenza agguerrita e un futuro ancora incerto

Concessione lunga, infrastrutture inesistenti e servizi assenti: il nodo del futuro del diporto nel capoluogo ponentino

LA RIFLESSIONE. L’approdo turistico di Imperia tra occasioni mancate, concorrenza agguerrita e un futuro ancora incerto

Bisogna essere sul marciapiede quando il treno si ferma e essere a bordo quando riparte altrimenti si perde, quel treno. Proprio come successo al futuro di Imperia che era e sarebbe sul mare e, ovviamente, quel treno era ed è rappresentato soprattutto dall’approdo turistico. Ma quel treno il capoluogo ponentino lo ha preso oppure lo ha perso? 

La struttura diportistica era già esistente: un lunghissimo molo che protegge dai venti di traversia, quelli più frequenti sulla nostra costa, un vecchio bacino e, a levante, la struttura più recente in grado di accogliere più di 1.000 barche fino a 90 metri di lunghezza. Un approdo, quindi, di specifica vocazione come quelli di San Lorenzo al Mare, Marina degli Aregai, Sanremo Portosole e Cala del Forte a Ventimiglia e, quindi, Marina di Imperia si aggiunge in un tratto costiero affollato e destinato ad accogliere il diporto soprattutto con la recente concessione per 65 anni che offrirebbe giustificate speranze di sviluppo.

 Il condizionale è d’obbligo perché ci si deve chiedere se questo approdo può veramente competere con la concorrenza rivierasca senza ampliare lo sguardo su quella più vicina come il Marina di Loano. Al momento il porto imperiese, al di là di altri confronti, manca di qualsiasi offerta commerciale a terra, non esistono bar o ristoranti, non sono presenti boutique, negozi di nautica e concessionari di cantieri, non esiste il wi.fi né gratuito ormai normale ovunque e neppure a pagamento mentre presenta pesanti difetti come servizi igienici pochi e lontani dalle barche più piccole che ne hanno più necessità

Tutta una serie di strutture che, invece, sono normali in altre realtà portuali. Certamente di fronte a 65 anni il tempo per ovviare alle carenze non manca ma attualmente la fama del marina è ormai di ʽdominio nauticoʼ e induce a considerare inutile una sosta. Ma quello che manca e quello che maggiormente condiziona la situazione attuale è l’assenza del servizio carburanti

Una carenza certamente conosciuta ai croceristi della stagione estiva in particolare che, diretti verso la Costa Azzurra, si guardano bene da ormeggiare qui anche soltanto per una notte: non hanno possibilità di fare rifornimento e neppure di avere un ristorante vicino all’ormeggio e così passano oltre, verso approdi più attrezzati. 

Insomma, il settore della nautica da diporto è sì un’eccellenza italiana ma non è certo a crescita infinita e tantomeno con un continuo aumento di richieste di posti-barca. Allora l’interrogativo è sempre se ci saranno ancora possibilità per il Marina di Imperia ormai fuori tempo oppure se quel treno è irrimediabilmente perso.

Ino Gazo

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