Nonostante una leggerissima flessione del movimento generale delle merci a Oneglia e Porto Maurizio, l’olio mantiene in una buona linea di galleggiamento gli approdi commerciali del capoluogo.
Il calo dell’1,8%, per quella che, in passato, era sempre stata la voce più consistente del traffico portuale imperiese, mostra comunque che i movimenti hanno ripreso a tirare, segnale confortante, nello scarso movimento delle merci nel due scali. Nel 1985, si sono avuti imbarchi e sbarchi per 126 mila tonnellate, l’anno precedente erano stati 128 mila. “Non è andata male, tenuto conto del generale momento di recessione, che non ha risparmiato porti ben più grandi del nostro – conferma Giuseppe Viale, amministratore delegato del Consorzio portuale Imperia-Piemonte – rispetto all’84, abbiamo avuto il 4,68% di imbarchi in più. Ci sono stati meno sbarchi, vero (-5%), ma la flessione è stata irrisoria. Non ci possiamo lamentare, insomma”.
Dopo la scomparsa della linea con l'Urss, dirottata altrove per accordi ministeriali, è dunque di nuovo l'olio il pilastro dei movimenti portuali imperiesi. Occupa il primo posto sia nella graduatoria degli sbarchi, come olio vegetale (da 41.441 a 45.057 tonnellate), che in quella degli imbarchi, come olio in cartoni (16.680 tonnellate) e olio alla rinfusa (4.653 tonnellate). “Arriva su navi cisterna, viene sbarcato nei silos o nelle autobotti che lo trasportano alle raffinerie e alle aziende olearie della città, dove è lavorato, e lo si ritrova poi, sia pure in quantità inferiore, in partenza, soprattutto per l'Africa, in carichi destinati all'Algeria, all'Egitto o alla Tunisia. E' un traffico, che riguarda i maggiori oleifici della zona, soprattutto la Fratelli Berio”.
Il sensibile incremento della presenza dell'olio è per Viale motivo di soddisfazione. “Ogni porto ha una sua attività specifica. Ed è questa, la nostra: non possiamo certo metterci ad inseguire correnti tipo il carbone o i "container', anche perché non siamo attrezzati per farlo”. C’è tra l’altro un progetto, presentato mesi fa a Comune e Regione proprio dalla Kernel Berio, per creare un maxi deposito costiero (18 silos oleari alti 12 metri . capaci di contenere 10 milioni di kg di olio vegetale) alla radice del molo corto di Oneglia, dove già esistono cinque altri silos.
“I buoni risultati dovrebbero impegnare enti pubblici e operatori economici ad agevolare la realizzazione di iniziative simili, che sono produttive e mirano ad incentivare ulteriormente i traffici", osserva Viale. Per il Consorzio Imperia-Piemonte è una strada da imboccare con decisione, tanto più che altre voci, come le tavole di legname (7512 tonnellate nell'84) o i tondelli di legno (5013), si sono rarefatte o sono addirittura scomparse.






