Meteo - 09 gennaio 2026, 14:16

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo del fine settimana a cura di Stefano Sciandra

Libeccio molto forte (sino alla serata odierna) sull'Imperiese. Raffiche tra i 72 e i 90 km/h. Nessuna variazione per il resto con fine settimana soleggiato. Neve sull'arco alpino e ancora in fascia Adriatica e al Centro

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo del fine settimana a cura di Stefano Sciandra

Ben ritrovati ai nostri Lettori.
Feste finite. L'evoluzione meteo è andata esattamente come previsto. Nessuna eccezionale ondata di gelo per la nostra provincia, ma un periodo ovviamente rigido che rientra in quella che dovrebbe essere la normalità.

Le minime costiere, come avevo anticipato, sono rimaste tutte abbondantemente sopra lo 0; in prossimità del capoluogo addirittura i termometri sono rimasti prossimi o superiori ai , solo ieri c'è stata, localmente, qualcosina meno. Maggior freddo nell'entroterra, ma senza alcun eccesso, perché -1.5° a Col di Nava dovrebbe essere la temperatura costante durante la giornata, per cui inutile ribadire come soprattutto la nostra provincia sia quel paradiso in cui alla vigilia dell'Epifania avevo invitato a venire a trascorrere l'ultima festività del periodo natalizio di fronte alle solite esasperazioni su gelo epocale veicolate da media e web indiscriminatamente su tutto il territorio nazionale.

Abbiamo vissuto una giornata della Befana pienamente godibile con ampio soleggiamento e solo qualche velatura, assenza di vento, insomma per i turisti presenti una autentica chicca. Avevo sottolineato la disomogeneità di questo passaggio freddo sullo Stivale, con aspetti che sarebbero stati profondamente differenti. L'esempio di Roma calza a pennello: piogge torrenziali, esondazione dell'Aniene, allerta rossa per nubifragi, Tevere in piena, tradotto forte maltempo, peraltro anticipato, ma di carattere addirittura autunnale, a testimonianza di come le differenze da un'area all'altra siano notevoli.

La neve si è vista laddove era previsto, con qualche spolverata coreografica sulla Costa Adriatica, un po' di “dama bianca” anche in Emilia nell'area bolognese; per il resto freddo marcato nelle grandi pianure, il tutto comunque sempre in un contesto di normalità dimenticata.

SITUAZIONE, EVOLUZIONE E PREVISIONE

Per quanto concerne le vicende di casa nostra, la sensazione espressa un paio di settimane fa – ovvero che dopo l'Epifania, al di là del calo termico, non avremmo visto precipitazioni – si è rivelata azzeccata. Mentre prosegue la fase dinamica nel resto del Paese, in queste ore un buon contributo nevoso sta interessando il Nord, stavolta direttamente i settori alpini (Graie, Pennine, Cozie, Marittime, con catino padano sottovento), soprattutto l'estremo Nord-Ovest valdostano (fiocchi anche ad Aosta), con il maltempo che insiste nelle aree già colpite nel periodo della Befana. Ancora la fascia Adriatica registrerà nevicate a partire indicativamente dai 300 metri. La nostra provincia resta fuori da ogni contesto instabile. Unico elemento da sottolineare, come spesso accade, il vento, che nel pomeriggio odierno soffierà impetuoso con raffiche importanti, in calo però dalla serata. Libeccio molto forte, individuato sulle carte da almeno un paio di giorni, sta investendo pienamente la nostra provincia: velocità tra i 20 e i 25 m/s, ovvero raffiche tra 72 e 90 km/h.

(La situazione odierna secondo il modello americano GFS. Nevicate sull'arco alpino)

Nessuna variazione nel fine settimana, con giornate ancora pienamente godibili. Sul fronte temperature ripresa dei valori massimi, con un lieve recupero anche delle minime, prima però di un nuovo calo tra domenica e lunedì, destinato ad esaurirsi nel corso della prossima settimana, quando i valori torneranno in doppia cifra, quindi nuovamente sopra media. Insomma, lo slogan “venite nell'Imperiese” resta ampiamente valido anche per questo fine settimana. Qualche novità potrebbe affacciarsi da martedì prossimo, ma come sempre verrà analizzata nel bollettino di lunedì.

(La giornata di domani. Torna il maltempo su fascia Adriatica, Centro e Sardegna)

Resta appurato che, mentre siamo ormai a metà gennaio, al di là delle nevicate di questo periodo siamo lontanissimi dagli eventi degli anni ’80 (85, 86, 87), quando si verificarono nevicate epocali con grandi città del Nord, Torino in primis, letteralmente sepolte. L'azione del vortice polare, unita a una costante ingerenza ciclonica nel Mediterraneo, ha completamente cambiato i connotati climatici, aprendo un nuovo corso.

Buon fine settimana a tutti.

Stefano Sciandra

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