Accadde Oggi - 07 gennaio 2026, 07:02

ACCADDE OGGI, 7 GENNAIO 1990. La proposta di Pullia (Cisl): “Creiamo un Centro alimentazione mediterranea per lanciare pasta, olio e salute in tutto il mondo”

L’appello caduto nel vuoto: dopo 36 anni un imbarazzante vuoto assoluto

ACCADDE OGGI, 7 GENNAIO 1990. La proposta di Pullia (Cisl): “Creiamo un Centro alimentazione mediterranea per lanciare pasta, olio e salute in tutto il mondo”

Creiamo un Centro alimentazione mediterranea e lanciamo in tutto il mondo peculiarità, vantaggi gastronomici e sanitari della nostra dieta”.

La proposta arriva direttamente da Franco Pullia, segretario provinciale della Cisl e membro della giunta della Camera di commercio. Al nuovo organismo parteciperebbero, oltre alla stessa Camera di commercio, Comune e Provincia di Imperia, industrie olearie e alimentari, Comunità Montane e i consorzi per la gestione delle deleghe in agricoltura. In un secondo tempo, potrebbero aderire anche tutti gli altri enti locali e associazioni sul territorio.

La gestione del Centro potrebbe essere affidata ad un’azienda speciale, promossa dalla Camera di commercio – precisa Pullia - perché questa iniziativa? Occorre recuperare con urgenza gli aspetti positivi della produzione locale (pasta, olio d'oliva, conserve): Imperia ha la possibilità di affermarsi sempre più come la capitale dell’alimentazione mediterranea sul piano della qualità e della specializzazione portuale, rivolta in particolare al settore oleario”.

L’idea è nata anche a seguito dei preoccupanti movimenti che hanno interessato le maggiori industrie cittadine: la Sasso, venduta dalla famiglia Novaro al gruppo De Benedetti e da questi ceduta quasi subito alla Nestlé e parzialmente ristrutturata nell’organico, con il trasferimento di una trentina di impiegati alla sede centrale di Milano; l’Agnesi, nella quale, sia pure come socio di minoranza, è entrato già da qualche anno un colosso franco-belga, la Bsn-Gervais Danone. 

Il Cam potrebbe rappresentare in concreto una valida, necessaria difesa delle industrie locali: poiché, sotto l'aspetto qualitativo, occupano nel mondo i primissimi posti, suscitano l’attenzione e l’interesse delle multinazionali che operano in modo spregiudicato nel campo della produzione e della distribuzione alimentare”.
Quest’ultimo comparto è uno dei cardini dell’economia imperiese con un fatturato di 660 miliardi nell’88, stimato in graduale crescita (6-8%) per almeno un paio d’anni ancora. Secondo il progetto, il Centro avrebbe sede al frantoio Giromela sulla Statale 28 verso Pontedassio, per esplicare un’azione promozionale, con due zone satelliti all’Oliveto sperimentale di Garbella (42 varietà di ulivo su 2,5 ettari per l'attività di ricerca) e all’ex molino Agnesi, in cui verrebbe sistemato un museo etnologico dedicato alla lavorazione e alla trasformazione del grano. “Sarà poi indispensabile sviluppare i depositi oleari, affinché quello di Imperia possa diventare il porto più importante del Mediterraneo per il traffico dell'olio d’oliva”.

Ps: Come diceva la canzone di Mina? “Parole,  parole, parole…”. Fatti? Nessuno. A distanza di 36 anni non è accaduto nulla di quanto proposto da Pullia: e la colpa non è stata certo dello storico e combattivo  segretario provinciale Pullia. Altre parole, convegni, seminari, incontri, viaggi ma la dieta mediterranea, la nostra dieta mediterranea, resta uno slogan, un jolly da calare quando non si hanno carte decenti in mano. Troppo poco…

Giorgio Bracco

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