"L'idea di dar vita al circolo nacque nel 1968 sull'onda del desiderio dei giovani del Parasio, tra cui il sottoscritto, di valorizzare e rilanciare un rione che, a quei tempi, era una sorta di ghetto, abbandonato dai locali (che tendevano a farsi la casa nuova fuori dal centro storico) e abitato principalmente dagli immigrati del Sud". Giacomo Raineri, da qualche anno presidente onorario del Circolo Parasio (dopo esserne stato ininterrottamente per decenni guida e presidente operativo) allunga così il biglietto da visita dell'associazione rionale (ma non solo) più longeva del capoluogo rivierasco. Pochi giorni fa, sono così state spente le prime 55 candeline.
La nascita legale del sodalizio, in realtà, è datata per statuto - certificato gratuitamente dal notaio Re - l'anno successivo, esattamente il 28 novembre del 1970. I soci fondatori furono, in rigoroso ordine alfabetico: Mauro Acquarone, Dino Amoretti, Diego Carlo, Giovanni Biancardino, Alessandro Carli, Mauro Gatti, Renzo Graglia (tesoriere), Francesco Milano (vice presidente), Enrico Chichina Piana (segretario), Giacomo Raineri (presidente), Vincenzo Raineri, Claudio Risso, Giacomo Tafuni.
"Alcuni di loro ci hanno lasciato - dice con un filo di voce Raineri - ma è giusto ricordarli con grande affetto e riconoscenza per tutto ciò che hanno dato, nella loro vita, per il rione e per il circolo". "C'è un'altra data, precisa, per ciò che fu invece il nostro esordio pubblico: il 20 luglio del 1969 - prosegue Raineri - era una domenica e organizzammo una gigantesca caccia al tesoro cittadina con l'obbligo, per i partecipanti, con il caldo che faceva, di vestirsi con l'abbigliamento tipico dello sci e della montagna. Fu un successo clamoroso: appena finita la gara, terminate le premiazioni, ospitate al minigolf di San Lazzaro, vicino al circolo del tennis, il fuggi fuggi generale. Non per un improvviso temporale o chissà che...alle 22.17 e 40 secondi il mondo, e quindi anche noi tutti imperiesi eravamo davanti alla tv ad assistere in diretta all'allunaggio del modulo lunare Eagle della missione Nasa Apollo 11".
Beh, non c'è che dire: il battesimo ufficiale del Circolo Parasio non poteva avere giorno migliore, ricordato per sempre da tutti. Da quel giorno, poi, un susseguirsi ininterrotto di eventi di tutti i tipi. A cominciare dal primo torneo calcistico invernale dei bar, 1969 appunto, sui campo dei Padri Giuseppini, alla Fondura. "Fu un debutto con i fiocchi - riprende il filo dei ricordi Raineri - l'agonismo era alle stelle e c'era grande passione tra le squadre rappresentanti, oltre che i bar, anche i tanti rioni imperiesi".
Ma il clou doveva ancora avvenire. "Fu pochi mesi più tardi, estate 1970, prima edizione del torneo dei bar estivo. In campo formazioni ancora più forti e agguerrite, infarcite di giocatori che militavano nell'Imperia, appena promossa in serie C, e nelle altre equipe dilettanti della provincia". Partite appassionanti e pubblico fedele, ai Giuseppini, per le rituali due sfide serali.
"Il punto più alto dell'intera storia della rassegna - testimonia Raineri - lo toccammo a metà luglio quando sul campetto in terra e ghiaia riuscimmo a portare, come Circolo Parasio e grazie a un blitz a sorpresa nell'hotel di Laigueglia dove alloggiava in vacanza con la moglie, nientemeno che Gerd Muller, il capocannoniere di Messico 70, appena qualche settimana prima, e protagonista con la Germania della partita del secolo, che l'Italia vinse 4-3". Fu una serata memorabile: gli spettatori ufficiali furono quasi 4 mila, ma qualcuno ipotizzò che a vedere il bomber - schierato con la maglia bianca del Bar Piemontese e capace di infilare una valanga di reti nella porta avversaria con tiri di destro, sinistro, al volo e di testa - potessero essere anche di più. Forse addirittura 4.500-5.000, compresi "portoghesi", gente che si arrampuicò sugli alberi o "affittò" balconi e finestre circostanti.
"Alzammo per l'occasione i prezzi di entrata - confessa Raineri - e incassammo una somma impensabile, per i tempi - Basti dire che bastò e avanzò per quello che sarebbe diventato, da lì a poco, il nostro secondo, grande fiore all'occhiello: la prima scuola serale per lavoratori di tutta la provincia. Si iscrissero da Cervo a Ventimiglia passando per la Valle Impero e la Valle Arroscia. Finimmo su tutti i giornali e, ancora oggi, molti di quegli ex studenti-lavoratori o ex disoccupati adulti ci mandano i ringraziamenti: frequentando le aule del Parasio molti trovarono un lavoro adeguato al titolo di studio ottenuto e ad avere importanti avanzamenti di carriera. Funzionò così bene che, dopo il debutto con le lezioni per le medie inferiori introducemmo anche quelle delle prime due classi superiori, biennio che consentiva all'epoca di partecipare a concorsi ospedalieri per infermieri e altri bandi pubblici".
La fama e il successo, in città ma non solo, del Circolo Parasio, erano ormai consolidati. Tanto che, di lì a qualche anno, nacquero altri due "pilastri" storici: la festa al Parasio, rigorosamente gratuita, nel mese di luglio, con stand, musica, spettacoli, teatro, animazione e ballo, nella zona più alta del rione; il Premio Parasio, assegnato ogni anno agli imperiesi che si erano messi maggiormente in mostra nei rispettivi campi d'azione.
"Lo abbiamo consegnato, nel tempo, a personaggi di calibro e risonanza, non solo locale ma internazionale - precisa Raineri - e poi abbiamo avuto l'onore di ospitare, nel nostro quartiere e nei locali del circolo, personalità uniche: da Pertini a Spadolini, passando per il Nobel Dulbecco e tanti altri".
Sulla Festa al Parasio, invece, c'è poco da dire: sino all'ultima edizione, metà anni Novanta, era forse l'evento più atteso da residenti e turisti. "Per una serie di problemi, tra cui anche l'eccessiva burocrazia, i rigidi vincoli per la sicurezza e la salute pubblica e anche l'invecchiamento di dirigenti, soci e volontari - specifica Raineri - fummo costretti a gettare, a malincuore, la spugna. Ma...".
Il presidente onorario del Circolo Parasio non riesce a nascondere la commozione e, con un sussulto d'orgoglio, sbotta. "Ma non è detto che la Festa al Parasio, sicuramente sotto altre vesti, più moderne e adeguate ai tempi, non possa tornare a far battere il cuore dei portorini: stiamo vagliando alcune ipotesi, abbiamo un progetto, ci confronteremo a breve per vedere se sarà possibile, già la prossima estate, a proporre qualcosa di simile ai nostri turisti e residenti".
E qui arriviamo al Circolo Parasio 2.0, un'associazione che, con i piedi bene affondati nel glorioso passato, ha però uno sguardo fiero verso il futuro. "Da qualche tempo, grazie al GiraParasio, visite guidate per imperiesi e forestieri - ricorda Raineri - portiamo, estate e inverno, dentro le antiche mura del rione, tra stradine e carrugi, palazzi nobiliari, chiese e oratori, migliaia di persone, entusiaste di poter godere un pomeriggio o una serata decisamente fuori dal comune".
Circolo Parasio 2.0, già. "Il rinnovamento del sodalizio, anche tra i suoi dirigenti, è già in atto da qualche anno - sottolinea Raineri - io stesso ho fatto un passo indietro, lasciando la carica di presidente (mantenuta per oltre mezzo secolo) a Simona Gazzano, una giovane docente con una grande passione per il quartiere, la sua storia, il suo presente ma, soprattutto, il suo futuro. Al suo fianco opera come vice presidente Angelo Giribaldi, storico dirigente. Insieme a loro c'è un bel direttivo di gente motivata e capace, siamo in buone mani, insomma".
E i risultati già ci sono. Una mini rassegna di prosa, organizzata nel teatro delle Opere parrocchiali di via Verdi, e che in futuro potrebbe diventare più ampia e consolidata, sulla falsariga di quella del Cavour, corsi professionali, presentazioni di libri, concerti estivi di musica lirica, d'autore e jazz, la mostra permanente a cielo aperto di ceramiche artistiche lungo le pareti dell'ex lavatoio al fine di creare un "angolo degli Artisti", punto di dialogo tra l’arte contemporanea e le testimonianze storiche.
"Da parasina, o parasiana che dir si voglia, sono da sempre consapevole di vivere in un posto che ha avuto ed ha un non so che di magico, di misterioso, di indiscutibilmente affascinante - confessa Simona Gazzano - il fascino del tempo, certamente, il fascino della storia passata che si afferma con autorità nel presente con le sue architetture antiche, con i carruggi ombrosi, con le grate delle antiche prigioni, con l’eterno mormorare del mare che copre i sussurri degli estasiati turisti e degli abituati ma pur sempre innamorati abitanti".
Il direttivo in carica è attualmente formato da: Simona Gazzano, Piero Saglietto, Angelo Giribaldi, Francesco Lotito, Graziana Martini, Anna Ansaldi, Giuliana Giribaldi, Giacomo Fossati, Rebecca Balboni, Maicol Cannoni, Luca Giordano, Stefano Semeria, Paolo Giribaldi, Paolo Marvaldi, Luisa Repola.






