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Attualità | 25 novembre 2025, 07:03

25 NOVEMBRE. Imperiese, 81 donne accolte dal Centro Antiviolenza ISV: “La prevenzione è la chiave del cambiamento”

Violenza psicologica, economica e digitale tra i fenomeni più diffusi. Rota: “Serve educare al rispetto fin dall’infanzia”

25 NOVEMBRE. Imperiese, 81 donne accolte dal Centro Antiviolenza ISV: “La prevenzione è la chiave del cambiamento”

Le donne che quest'anno si sono rivolte al Centro Antiviolenza (ISV) della provincia di Imperia sono 81. Il centro Insieme Senza Violenza è l’unica struttura sul territorio accreditata da Regione Liguria. Offre supporto a donne vittime di violenza, con un’équipe completamente femminile e altamente qualificata, in conformità con la Convenzione di Istanbul e con procedure di valutazione del rischio condivise con le forze dell’ordine tramite il protocollo S.A.R.A.. "Il servizio rispetta gli standard organizzativi e professionali richiesti per operare nel settore della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere -specifica la responsabile, Roberta Rota- e coordina una rete istituzionale e territoriale che coinvolge servizi sociali, forze dell'ordine, consultori, pronto soccorso e tribunale". 

"La violenza non ha età, classe sociale o livello di istruzione. La fascia prevalente è tra i 25 e i 55 anni, ma abbiamo anche donne più giovani e anziane -spiega-. La maggior parte è vittima di partner o ex-partner, ma purtroppo anche di figli". Le forme di violenza più frequenti sono quella psicologica, economica e fisica, con un aumento dei casi di violenza digitale tra le più giovani. "Non c’è un identikit del maltrattante: spesso lo si diventa", spiega ancora Rota. Chi è cresciuto in contesti di violenza assistita può riprodurre, in età adulta, quegli stessi comportamenti. È il meccanismo di modelling: i figli apprendono dalla realtà che vivono in casa e tendono a imitare il genitore percepito come più dominante. "Per questo invitiamo le donne ad allontanarsi da situazioni maltrattanti, restare espone anche i figli al rischio di interiorizzare la violenza come modalità relazionale".

Le difficoltà che impediscono di chiedere aiuto includono la dipendenza economica o abitativa, la paura delle conseguenze, soprattutto in presenza di figli minori, e il senso di colpa interiorizzato. “La svalorizzazione costante e la manipolazione affettiva fanno sì che la donna perda fiducia in sé stessa -sottolinea Rota-, quando in una relazione mancano la cura, la condivisione, non si investe tempo nell’altro, si perde la parte empatica ”, sottolinea Rota. La normalizzazione dei comportamenti abusivi, spesso minimizzati, ostacola la richiesta di aiuto: la paura di non essere credute e la mancata conoscenza dei servizi disponibili diventano barriere difficili da superare. 

"La violenza non inizia con un atto fisico, ma dal linguaggio, da piccole dinamiche di controllo", ricorda Rota. Per questo la prevenzione rappresenta la chiave del cambiamento. Si lavora sulle radici della violenza, educando fin dall’infanzia al rispetto, al consenso, all’uguaglianza nelle relazioni. Occorre promuovere modelli positivi di maschilità non basati sulla forza o sulla gelosia, portare percorsi strutturati nelle scuole e formare tutti i professionisti coinvolti, dalla polizia ai servizi territoriali. “Il cambiamento culturale deve essere collettivo. Non può essere lasciato solo sulle spalle delle donne. Gli uomini devono essere i primi a dire basta, a rompere gli stereotipi, a riconoscere e contrastare i comportamenti abusivi

Il Centro ISV ha sede a Imperia in viale Matteotti 28, a Sanremo in via Peirogallo 16 e a Ventimiglia in piazza XX Settembre, nella sede dei servizi sociali. È possibile rivolgersi al numero verde gratuito 8001866060 o contattare la mail info@centroisv.it

Sara Balestra

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