Riceviamo e pubblichiamo a proposito dell'articolo di ieri sul rischio di cedimento stradale in via Diano Calderina
Lo scrivente da decenni evidenzia tali problematiche nelle varie forme concesse compresa la raccolta firme dei cittadini, ovviamente senza risultati. A titolo di esempio, il rifacimento di circa 30 metri di un muro di sostegno di una strada comunale sottoposta per anni al passaggio di tali carichi esorbitanti è costato alcuni anni or sono alle casse del comune di Diano Marina molte decine di migliaia di euro e rotture ripetute dell’acquedotto posto nella sede stradale cui ha dovuto provvedere Rivieracqua (che presumibilmente scarica questi costi sulle bollette …)
Quasi tutte le nostre strade frazionali, come via Diano Calderina, hanno indicazione di divieto di transito a mezzi pesanti mediante apposito cartello circolare (obbligo/divieto) raffigurante un autocarro nero su sfondo bianco cerchiato di rosso senza ulteriori indicazioni, il che corrisponde ad un divieto per peso complessivo superiore a 3,5 tonnellate. Solo recentissimamente (settimane) è comparso un cartello nella parte alta di Via Diano Calderina sul confine con Diano Marina indicante il limite di peso complessivo di 9 t. (come dire che la strada è stata sottoposta a manutenzione straordinaria in modo da renderla transitabile a pesi che fino al giorno prima erano vietati …) E' il caso di sottolineare che tutte queste strade, che conducono ad alcuni dei luoghi più pregiati dal punto di vista panoramico, e (quindi anche edilizio) subiscono il passaggio continuo di autobetoniere a 3 assi o 4 assi che portano da 6 a 10 m3 di calcestruzzo, il che significa un peso a pieno carico di 30-40 tonnellate, cioè circa cinque-dieci volte il peso consentito per legge. Talora, ma raramente, gli autisti del mezzi sono dotati di permessi forniti dalla polizia municipale: mi chiedo con quale diritto tale struttura comunale fornisca le autorizzazioni a fronte dei pesanti danni futuri che l’azione continua a comportare.
Tali mezzi sono impiegati quasi esclusivamente per realizzare fondamenta e solai di nuove fabbricazioni di categoria A/7 o A/8 (villini o Ville).
Nessuna polemica in questa sede sulla cementificazione eccessiva delle nostre colline ma, dato il valore commerciale di tali fabbricati variabile fra i 2.500 ed 4.500 euro /m2 (Banca Dati Quotazioni Immobiliari della Agenzia delle Entrate) sarebbe doveroso imporre l’impiego di autobetoniere leggere a carico parziale o di autocaricanti con il trasporto in sito del conglomerato asciutto e miscelato in loco.
Non sta a me indicare soluzioni (fideiussione a scadenza ultradecennale, o altro a carico di committente e/o impresa ... ) ma semplicemente evidenziare che per quei valori immobiliari un aumento dei costi di costruzione derivante da una soluzione di trasporto leggero avrebbe una incidenza secondaria ed in ogni caso doverosa nei confronti del patrimonio comune i cui danni vengono regolarmente scaricati sulla collettività anziché sui beneficiari di tali infrazioni.
Oppure liberi tutti, parcheggio libero e selvaggio, via autovelox, non obbligo assicurativo e libero far west.
Con le conseguenze immaginabili …..
Alberto Gabrielli






