Il canile La Cuccia di Imperia continua a essere un punto di riferimento per la città. Dopo l’alluvione del 2014, che ha distrutto un terzo della struttura mai completamente ricostruita, il rifugio ospita oggi circa trenta animali tra cani e gatti. "Un numero che può sembrare contenuto, eppure la struttura è sempre piena, con una lista di attesa di animali in cerca di accoglienza", spiega Aurora Sclavo, membro del direttivo.
Negli ultimi anni, la gestione del canile si è complicata a causa dell’aumento dei cani di razza molossoide. “Questi animali spesso presentano problemi comportamentali che rendono difficile la loro gestione in canile e complicano il reinserimento in nuove famiglie – spiega Sclavo –. Nonostante il lavoro di rieducazione, trovare una famiglia adeguata è spesso una sfida impossibile. Oggi, circa la metà dei cani ospitati sono molossi e molti rischiano di trascorrere tutta la vita in struttura senza mai essere adottati”.
Il rifugio si regge quasi esclusivamente sul lavoro dei volontari, che dedicano tempo prezioso agli animali: portarli a spasso, somministrare le terapie, accompagnarli dal veterinario. “La loro vita dipende da noi – aggiunge Sclavo –. Senza il nostro impegno quotidiano, la loro esistenza sarebbe relegata a una gabbia”. Tra le principali difficoltà c’è la scarsità di volontari, appena sufficienti a coprire tutte le attività settimanali, tra la cura degli animali e gli adempimenti burocratici. “Ormai siamo una vera e propria squadra, ognuno è indispensabile”.
Per supportare il rifugio, torna questo fine settimana l’evento Ritratti da Cani, già sold out. La quinta edizione, organizzata a favore del canile, si terrà presso il Bar 11 di Monica Tondelli, in piazza De Amicis. I partecipanti potranno farsi ritrarre insieme ai loro amici a quattro zampe in uno shooting fotografico pensato per valorizzare il legame unico tra animali e padroni. Le donazioni raccolte saranno interamente devolute al rifugio. “È un momento atteso, che è entrato nel cuore degli imperiesi e di chi ama gli animali – conclude Sclavo –. È anche l’occasione per rincontrare tanti nostri ospiti e le loro nuove famiglie”.






