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Cronaca | 08 novembre 2025, 13:46

Gastronomia chiusa per 30 giorni: la titolare, un'imperiese, era stata arrestata per tentata estorsione

Sospesa la licenza del locale “Non solo fritto” di Albisola dopo le indagini dei carabinieri: il punto di ritrovo era diventato una base per attività illecite

Gastronomia chiusa per 30 giorni: la titolare, un'imperiese,  era stata arrestata per tentata estorsione

 Nella mattinata di oggi, sabato 8 novembre,  i carabinieri hanno notificato alla titolare della gastronomia “Non solo fritto”, in Corso Mazzini ad Albisola Superiore, il decreto di sospensione della licenza per 30 giorni disposto dal questore di Savona, Giuseppe Mariani .

La misura, immediatamente esecutiva, è stata presa a seguito delle segnalazioni dei carabinieri della stazione di Albisola, che avevano riscontrato gravi irregolarità nella gestione del locale e la presenza costante di persone pregiudicate.

La titolare, Marika Ferrando, 53 anni, di Imperia,  già nota alle forze dell’ordine, era stata arrestata lo scorso 23 ottobre insieme al 41enne Fabio Pace, con l’accusa di tentata estorsione aggravata in concorso. Secondo le indagini coordinate dalla procura della repubblica di Savona, i due avrebbero minacciato un giovane savonese per ottenere il pagamento di un presunto debito legato a cessioni di droga.

L’attività investigativa dei militari ha permesso di documentare una serie di intimidazioni, avvenute sia per telefono che di persona, e di intervenire prima che l’incontro tra gli indagati e la vittima avesse luogo. Durante i controlli, un altro uomo, un 47enne dell’Alessandrino, è stato denunciato perché trovato in possesso di due coltelli di grandi dimensioni: dovrà rispondere di porto abusivo di armi.

Le indagini hanno inoltre evidenziato che il locale “Non solo fritto” era divenuto un punto di ritrovo pregiudicati  che lo utilizzavano come base per le proprie attività illegali.

Dopo gli arresti, Pace è rimasto in carcere a Genova Marassi, mentre Ferrando, detenuta a Pontedecimo, ha risposto alle domande del giudice. Il suo legale, l’avvocato Cristiano Mancuso, ha chiesto la concessione degli arresti domiciliari, mentre per Pace – difeso dall’avvocato Paolo Brin – è stata confermata la custodia cautelare in carcere.

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