L'isola pedonale di San Giovanni, a distanza di tre anni dalla sua istituzione, continua a far discutere gli onegliesi, cittadini ed esercenti. Secondo i commercianti del centro, infatti, "è diventata solo un luogo di confusione, con un numero sempre maggiore di auto munite di permessi speciali elargiti con eccessiva larghezza da Comune e polizia locale. "l motorini s'infilano alla chetichella, con pericolose gimkane tra i pedoni: alcuni mesi fa un motociclista ha travolto un bimbo che, cadendo, si è rotto un braccio". Ai lati della via, il Comune aveva fatto collocare grossi vasi in terracotta con alberelli e fiori. La mancanza di cure (e qualche vandalismo) li hanno ridotti a un ricordo: le piantine sono distrutte e i contenitori rotti.
"Per ben tre volte abbiamo inviate raccomandate con raccolte di firme - conferma Vittorio Aliprandi, titolare di una rivendita di elettrodomestici - senza però ottenere alcun risultato. Tre anni fa, quando si è deciso di vietare il transito ai veicoli, all'ingresso della via, incrocio con via Bonfante, il Comune aveva fatto installare due paletti allacciati tra loro con una catena. Sono durati poco o niente".
Bruno Cerruti, proprietario di una tra le più frequentate rosticcerie-salumerie della città, rimarca che "a noi interessa che l'isola pedonale resti. Ma solo se sarà regolamentata come era stato promesso prima delle elezioni".
"Questa è ormai diventata un'isola privata, riservata a chi risiede da queste parti e, con una scusa o l'altra, può transitare in auto e parcheggiare tranquillamente".






