La notizia dell’attentato a Sigfrido Ranucci ha suscitato immediate reazioni di condanna e solidarietà da parte dell’Associazione Ligure dei Giornalisti e l’Ordine dei Giornalisti della Liguria hanno espresso in una nota congiunta "piena e totale solidarietà" a Ranucci e alla sua famiglia, definendo l’azione "un atto intimidatorio vile e meschino" e un "chiaro attacco alla libertà di stampa".
Le due associazioni liguri hanno ribadito che l’episodio "colpisce non solo un singolo collega ma tutto il mondo dell’informazione", annunciando la loro adesione al presidio di solidarietà promosso dalla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) che si terrà a Roma, davanti alla sede Rai di via Teulada. L'attentato contro un giornalista di inchiesta così esposto riaccende l'allarme sulla sicurezza dei professionisti dell'informazione in Italia.
Secondo le prime ricostruzioni, l’attentato è stato compiuto con un ordigno rudimentale piazzato sotto uno dei veicoli. La deflagrazione è stata talmente potente da scuotere l'intero quartiere, provocando danni anche a un’abitazione vicina. A rendere l'episodio ancor più inquietante è il fatto che la figlia del giornalista era transitata nella zona appena venti minuti prima dell’esplosione.














