Ieri, venerdì 10 ottobre, Diano Castello è rimasta senza acqua potabile per un’intera giornata. E anche senza neppure una comunicazione ufficiale del guasto da parte di Rivieracqua. Tanto da provocare il profondo disappunto dell’Amministrazione comunale diventata oggetto, per quelle 24 ore, di infinite lamentele da parte dei residenti, dei turisti e degli imprenditori vittime del disagio e dell’incertezza.
"Non abbiamo avuto alcun avviso né prima e nemmeno durante il disservizio sulle cause del guasto – racconta il sindaco Romano Damonte – e, tantomeno, gli uffici comunale e gli abitanti hanno ricevuto notizie sui tempi di ripristino e sugli interventi assunti per le riparazioni”. Insomma una situazione di disagio aggravata proprio dalla mancanza di qualsiasi spiegazione".
“Una simile modalità di gestione – contesta il sindaco – non può più essere ritenuta accettabile”. Una situazione che si verifica con preoccupante frequenza che Damonte giudica insostenibile anche perché costringe famiglie, esercizi pubblici, strutture ricettive e persino presidi sanitari a sostenere i costi per l’istallazione di impianti di accumulo idrico autonomi proprio per ovviare alle gravi carenze di continuità quale dovrebbe essere il servizio di erogazione di acqua potabile.
“In molte occasioni – Damonte rincara la dose – le vasche di accumulo sono rimaste completamente a secco, circostanze mai verificatesi quando la gestione dell’acquedotto era responsabilità del Comune prima che subentrasse Rivieracqua”.
Il sindaco non sembra più disposto ad accettare che questi disservizi continuino a succedere anche con una esagerata frequenza. “A questo punto – è la richiesta di Damonte – si ritiene assolutamente necessario e urgente la convocazione di un incontro tecnico tra i rappresentanti del Comune e i responsabili del Servizio Acquedotto di Rivieracqua, unitamente agli organi di controllo provinciali e commissariali, al fine di affrontare in modo strutturale e definitivo le criticità del sistema idrico locale”.






