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Attualità | 08 ottobre 2025, 07:05

Olio extravergine di oliva taggiasco a rischio scomparsa, la campagna olearia è già finita?

Fioritura colpita dalla pioggia, temperature estreme e un attacco devastante della mosca olearia: il 2025 sarà ricordato come l’annata nera

Olio extravergine di oliva taggiasco a rischio scomparsa,  la campagna olearia è già finita?

Pioggia sulla fioritura, caldo esagerato e attacco della mosca. Risultato: la campagna olearia 2025 non esiste. E la preoccupazione serpeggia pesantemente tra gli ulivi e pure tra olivicoltori e produttori. Non è certo la prima volta che il raccolto è così scarso ma questa volta si rischia davvero la scomparsa dal mercato dell’olio extravergine di oliva taggiasca.  “Per noi è un danno enorme – ammette Pierluigi Rinaldi, ʽpatronʼ dello storico Olio Raineri –.Dipendiamo dalla produzione locale, da decine di frantoi da Ventimiglia a Cervo con cui abbiamo contatti da decenni e da loro riceviamo pessime notizie”. Purtroppo non è una voce con un’affollata compagnia. “Non è proprio una bella annata – avverte Federico Fresia dell’omonima azienda –. Dal nostro uliveto di 20 ettari ne ricaveremo meno del 40 per cento delle stagioni normali: gli eventi climatici e la mosca hanno quasi azzerate le olive e speriamo nella pioggia adesso”. 

Forse Fresia è anche ottimista. “Se avremo un decimo di quanto produciamo solitamente, potremo essere contenti, gli alberi che ho davanti hanno tutte le olive cadute a terra – afferma Rinaldi –. Un frantoiano ci ha preannunciato che forse potrebbe fornirci 40 quintali di extravergine, niente rispetto al nostro normale fabbisogno di 250”.  Insomma, a quanto pare sarà un’annata storica per record negativi. “Su 10 mila ulivi del nostro terreno – l’allarme di Gianni Abbo, titolare del marchio ʽDinoabboʼ di Lucinascosoltanto 500 hanno i frutti e quindi avremo un raccolto del 5 per cento rispetto alle annate ʽnormaliʼ”. 

Non ci sono voci dissonanti, purtroppo, la situazione olivicola è drammatica in tutte le vallate dell’entroterra. “Non ci sono olive – dichiara Giovanni Benza, dell’omonima azienda di Dolcedo – e quelle poche sono pure brutte: concluderemo la stagione in pochissimo tempo con una produzione ridotta del 90 per cento”. Per i consumatori si prospettano pesanti rincari causati dalla scarsità di prodotto. 

Non credo siano possibili aumenti – conclude Pierluigi Rinaldi –. La produzione locale è già su qualificanti livelli di prezzo tenendo presente che al sud l’annata olivicola è del tutto normale”.

Ino Gazo

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