Attualità - 30 settembre 2025, 18:21

La Giraffa a Rotelle: “Siamo sull’orlo della chiusura. Nessuna risposta dal Comune, saremo costretti a buttare via tutto”

Uno spazio dell’ex asilo di piazza Duomo resta vuoto, ma l’associazione non ha mai ricevuto un riscontro

La Giraffa a Rotelle: “Siamo sull’orlo della chiusura. Nessuna risposta dal Comune, saremo costretti a buttare via tutto”

Stamattina, martedì 30 settembre, l’ultimatum è arrivato nero su bianco: l’associazione La Giraffa a Rotelle dovrà liberare il piccolo magazzino della Go Imperia al porto, dove custodisce le attrezzature speciali raccolte in anni di sacrifici. I volontari sii sono riuniti stasera nel loro Parchetto della Giraffa del Parco Urbano, quello costruito da soli, senza finanziamenti pubblici. È lì che le famiglie e i volontari de La Giraffa a Rotelle hanno raccontato la loro amarezza: un’associazione che dal 2017 dà respiro a bambini e ragazzi con gravissime disabilità, oggi è a un passo dalla chiusura.

Stamattina è arrivato l’ultimatum spieganoGo Imperia ci ha chiesto di liberare subito il magazzino al porto. Dentro abbiamo la bici inclusiva Aspasso, le sdraio, i lettini da mare, tutte attrezzature speciali. Ora dovremmo buttarle via. È assurdo”.

La sede di via Caboto invece, concessa in comodato, non è più utilizzabile: “Umidità e muffa hanno reso quegli spazi inagibili – aggiunge la presidente Michela Aloigi –. Solo tre dei nostri ventiquattro ragazzi possono fare le attività di musicoterapia. Noi lo ripetiamo: non chiediamo per noi, ma per loro. Perché a Imperia non esistono altri spazi dedicati a chi ha disabilità così complesse”.

I volontari Biancastella Casalino e Walter Ferron ricordano di aver bussato mille volte: “Da aprile abbiamo scritto al sindaco e agli assessori, allegando foto per far vedere in che condizioni eravamo. Abbiamo chiesto di poter entrare in una stanza vuota all’ex asilo di piazza Duomo, al Parasio. C’è, è accessibile, ha anche l’ascensore. Non abbiamo mai ricevuto risposta. Non un no, non un sì: niente. È questo che fa più male”. Non nascondono la loro frustrazione: “Avevamo avuto una promessa per una piccola stanza da usare, ma poi ci è stata tolta perché serviva come infermeria. Così da mesi siamo senza una sede utilizzabile, mentre ci continuano a chiedere sgomberi. Ci sentiamo ignorati, senza un minimo di rispetto da parte dell’amministrazione”.

Il parco resta vivo, le uscite all’aperto continueranno, ma non basta, soprattutto con l’arrivo dell’inverno: “La sede per noi è una 'tana', un rifugio, un luogo sicuro. È il posto dove i nostri ragazzi fanno esperienze che altrimenti sarebbero impossibili, e dove noi mamme troviamo anche sostegno reciproco. Chiediamo soltanto di poter entrare in quella stanza vuota al Parasio. Sappiamo che c’è. Non sappiamo più dove andare”.

Il silenzio del Comune, intanto, pesa come un macigno. “Siamo arrivati a questo punto – concludono – sull’orlo della chiusura per la nostra iniziativa. Ma non ci fermeremo finché non ci sarà una risposta. I nostri ragazzi meritano rispetto, non abbandono” concludono.

Morgan Germinario

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