Fatturato record in vista per l'Agnesi: il pastificio onegliese tocca quota 100 miliardi di lire. L'assemblea della società con i rappresentanti della Bsn-Gervais Danone ha di fatto confermato che l'azienda gode di ottima salute. L'andamento positivo delle vendite per l'anno corso fa infatti prevedere un incremento del fatturato, che dovrebbe avvicinarsi alla soglia dei 100 miliardi, con un sensibile balzo in avanti, rispetto all'86, quando era stato di circa 85 miliardi.
Lo precisa un comunicato ufficiale dell'azienda, dopo l'assemblea della "Paolo Agnesi e figli", finanziaria che detiene la quasi totalità, più o meno il 95%, del pacchetto azionario dell'Agnesi Spa. Numeri importanti, quella della fabbrica: 350 dipendenti e una produzione annua di 560 mila quintali di pasta per quella che resta la maggiore industria di Imperia.
L'assemblea era molto attesa: per la prima volta da quando la Bsn-Gervais Danone ha acquisito una parte del capitale societario, vi hanno preso parte rappresentanti della multinazionale franco-olandese, che resta comunque socio di minoranza. A quanto sembra, l'attuale gruppo di maggioranza (i fratelli Eva e Riccardo Agnesi e alcuni imprenditori locali che fanno capo a Ciro Capacci) non ha intenzione di vendere altre quote, e resiste alle allettanti offerte di rilevare almeno il 51% delle azioni e di inserire un delegato della Bsn nel cda.
L'assemblea ha anche deliberato la distribuzione del dividendi, incrementati di oltre il 20% rispetto al bilancio precedente. Un altro segnale delle floride condizioni dell'Agnesi, confermate dal mercato e dalle rilevazioni statistiche. A fronte di un mercato nazionale della pasta in calo del 3,5%, il pastificio imperiese è tra i pochi ad avere un'inversione di tendenza: -2% i consumi delle famiglie, ma proprio in questo settore, dove le aziende concorenti faticano non poco, l'Agnesi è riuscita a conquistare il 4,5% del mercato italiana.

Nessun commento arriva dai vertici della società all'indiscrezione che, nei giorni scorsi, ha messo a rumore l'ambiente oleario imperiese, per contrastare la decisa espansione di Barilla, Bsn e Buitoni (anche Voiello ha avviato una massiccia campagna pubblicitaria), sulla possibilità che l'Agnesi si orienti anche su altri settori dell'alimentazione, tra cui magari proprio l'extravergine di oliva, prodotto fortemente made in Imperia e che costituisce uno dei pilastri della dieta mediterranea. Resta soltanto un'ipotesi, questa, da prendere in considerazione non in tempi brevissimi ma che ha comunque destato scalpore e creato dibattito nel mondo economico locale, non solo oleario.
Un grido di allarme arriva invece dal commercio: il presidente dell'Unione commercianti, Enrico Lupi, durante il recente convegno sull'alimentazione mediterranea, ha evidenziato che mentre i supermercati sono aumentati del 55% nell'ultimo decennio, hanno cessato l'attività circa 40 mila negozi, e fra questi, molti (85 nel solo '88) anche nell'entroterra di Imperia.






