Le scuole superiori commerciali battono i licei. Questo, almeno, è il verdetto delle scelte manifestate dai neo diplomati delle medie inferiori imperiesi. Diminuiscono anche gli allievi negli istituti tecnici e alle Magistrali.
I licenziati dalla terza media sono stati 2.829. Secondo le statistiche fornite dal Provveditorato agli Studi di Imperia, la popolazione scolastica delle scuole dell'obbligo è in costante diminuzione. Un fenomeno che ha a che fare con la flessione demografica degli ultimi anni. Le superiori di tipo tradizionale sono sempre molto frequentate ma si nota nello stesso tempo un lento e progressivo spostamento verso altri settori scolastici con caratteristiche più specializzate o attuali.
Lo conferma il maggior incremento fatto registrare dall'Istituto professionale per il commercio di piazza Calvi: le prime classi passano da 4 a 5 con 26 allievi ciascuna (soltanto 7 i maschi iscritti). Nella scuola per periti elettronici, la situazione, rispetto al '79, è stazionaria: 90 studenti, con le ragazze appena al 5%. La scuola edile biennale ha una sola prima classe con 20 alunni: la si può frequentare anche con la sola licenza elementare purché si siano compiuti i 14 anni. In futuro, a quanto pare, avremo sempre meno maestri e maestre. Una previsione che si deduce dalle iscrizioni di questi giorni, nelle quali si nota una flessione del 20% alle Magistrali di piazzetta De Negri. Come sempre sono le donne a preferire questo tipo di carriera: sono oltre il 90%. Le prime classi sono 5, con gruppi di 27-29 allievi.
C'è una leggera contrazione invece nelle iscrizioni all'Istituto Tecnico Ruffini (-6%), così come cala il numero dei futuri geometri (92 maschi e 136 femmine iscritti al primo anno). Al Nautico (per capitani di lungo corso e per ufficiali macchinisti), non ci sono grosse variazioni: le ragazze sono tre su un totale di 70 iscritti. Al liceo scientifico e al liceo classico, anche se i dati non sono ancora definitivi, ci dovrebbero essere meno studenti: la popolazione scolastica femminile si assesta sul 70%. Il calo di iscrizioni potrebbe indicare la preferenza per un titolo di studio da ottenersi più rapidamente con un diploma e un immediato ingresso nel mondo del lavoro. Come a dire: non si vuole vincolare il futuro all'università, decidendo a 14 anni cosa fare da grandi.
Il lavoro, appunto. All'ufficio di collocamento di Imperia la lista dei disoccupati è lunga: 1.070 sono in cerca di occupazione. La metà (485 di cui 149 uomini) sono diplomati, 30 hanno una laurea (la maggior parte in lettere). Ragionieri e maestri sono quelli che trovano più difficilmente lavoro. Seguono i geometri e coloro che escono dai due licei. Nessun disoccupato, invece,
tra chi conosce bene le lingue straniere.






