In Consiglio provinciale si è riacceso il dibattito sulla legittimità degli autovelox installati sulle strade della provincia, tra approvazioni ministeriali, mancate omologazioni e sentenze contrastanti. A sollevare la questione è stata la consigliera del Partito Democratico, Daniela Bozzano, che ha presentato un'interrogazione per chiarire la situazione giuridica degli apparecchi e l'impatto delle sanzioni comminate ai cittadini.
Nel mirino, in particolare, gli autovelox approvati ma non omologati dal Ministero dei Trasporti. Un aspetto tecnico che, secondo la consigliera, potrebbe minare la validità delle multe elevate. A rispondere è stato il sindaco di Imperia e presidente della Provincia, Claudio Scajola, che ha difeso l’operato dell’Ente snocciolando numeri e facendo riferimento a una recente sentenza del Tribunale di Bologna: "Da quando sono stati installati gli autovelox, a fronte di 4 milioni di euro incassati, la Provincia ha sostenuto solo 6.000 euro di spese processuali", ha dichiarato. "I ricorsi sono stati appena lo 0,2% del totale delle sanzioni e si è registrata una sensibile diminuzione degli incidenti – anche se al momento non ho dati precisi da fornire", ha aggiunto. A rafforzare la posizione di Scajola, la recente sentenza del Tribunale di Bologna, che ha rigettato l’appello di un automobilista multato per eccesso di velocità. Il ricorrente contestava la validità del verbale, sostenendo che l’autovelox non fosse omologato ma solo approvato dal Ministero.
Il giudice Alessandra Cardarelli, tuttavia, ha ritenuto valido il verbale, affermando che la multa è legittima anche se rilevata da un dispositivo solo "approvato" e non formalmente "omologato", sposando un orientamento giurisprudenziale che equipara le due condizioni.
Una posizione, però, che contrasta con quanto stabilito recentemente dalla Corte di Cassazione, la quale distingue nettamente tra l’approvazione e l’omologazione degli strumenti di rilevamento elettronico.
"La sentenza di Bologna è significativa – ha detto Scajola – perchè è stata emessa da un Tribunale importante ma resta il nodo dell’incertezza normativa. Serve che il Governo faccia chiarezza una volta per tutte su questa materia".






