Al Direttore - 09 settembre 2025, 06:55

L'INTERVENTO. Diano Marina, errori che si ripetono a mezzo secolo di distanza

L’ex presidente del consiglio comunale Marco Perasso: “Acquedotto e fognature sottodimensionati, così si rischia di compromettere il futuro del golfo”

L'INTERVENTO. Diano Marina, errori che si ripetono a mezzo secolo di distanza

Riceviamo e pubblichiamo dall'ex presidente del consiglio comunale di Diano Marina Marco Perasso

Circa cinquanta anni fa, la realizzazione della AUTOSTRADA dei FIORI mise a disposizione una grande quantità di scogli provenienti dalla perforazione delle sue gallerie. Con essi, si decise di prolungare il molo antistante la chiesa parrocchiale e di realizzare un porto che avrebbe potuto dare ulteriore smalto all'economia e all'immagine di Diano Marina , allora in piena fase di espansione. Peccato che il sindaco di allora, Ricciotti Garibaldi, nonno di Cristiano Za, l'attuale primo cittadino, anziché costruire l'opera a ridosso di Capo Berta, prolungando il molo Cavour a Sant'Anna, decise di realizzare tale approdo, caso praticamente unico nella Riviera di Ponente, al centro del golfo. Sappiamo tutti com'è andata a finire la cosa...

Oggi , a mezzo secolo di distanza, la storia, si ripete con il nipote: lo spostamento a monte della ferrovia ha lasciato libera una strategica zona  che attraversa il territorio di Diano Marina  da ponente a levante e sotto la quale si è deciso di far passare il nuovo acquedotto e la nuova fognatura. Decisione corretta, peccato però che, anziché cogliere l'occasione di posare delle tubazioni che potessero supportare un futuro sviluppo delle aree che andavano a servire, si sia scelto addirittura di dimezzare la sezione dell'acquedotto; stessa cosa dicasi all'incirca per la fognatura che, oltretutto, per seguire le gimkane della ciclabile nel territorio dianese, è costellata di curve foriere di futuri intasamenti; anche la gestione delle acque bianche / meteoriche, soprattutto in zone a forte rischio di allagamento, è stata realizzata con la stessa, assurda logica. Non bastasse questo, a  tali nuove condutture, a mala pena sufficienti a coprire l'attuale fabbisogno del golfo dianese, verrà collegato anche il comune di Andora e quelli del suo entroterra.

Si partirà così, da subito , con una “scarpa stretta”, almeno da quanto é dato vedere dalle opere  realizzate. Se così non fosse sarebbe corretto che Riveracqua, ATO idrico imperiese e la Provincia rendessero disponibili e consultabili  calcoli e dimensionamento di quanto progettato. Un'opera di questa grandezza e rilevanza , che dovrà avere una vita utile di almeno trent'anni, deve essere dimensionata  per supportare e soddisfare almeno tre volte il carico che attualmente, l'infrastruttura, che va sostituire, deve  affrontare.

Questo perché , come sopra già riportato, avere una struttura ridondante l'immediata necessità consente una serena espansione dell'area che va a servire, e , nel contempo, consente di operare non sotto stress,  rendendo possibili le necessaire manutenzioni senza mettere in ginocchi , con interruzioni del servizio, le utenze approvvigionate, oltre ad aumentarne, sensibilmente, la vita utile dei suoi componenti.

Non si creda poi che l'emergenza inquinamento, esplosa in tutta la sua gravità un paio di settimane fa,  si possa ritenere superata, almeno sino a quando  tutte le centraline di pompaggio non vengano dotate delle tubazioni di scarico a mare a norma.

Questo proprio perché, come sopra ampiamente spiegato, se la nuova struttura sarà da subito utilizzata al 100% ed oltre la sua capacità, nuovi e più seri guasti sono da mettere in conto e, pertanto , avere uno scarico a mare dei liquami il più lontano dalla battigia, potrebbe evitare il ripetersi di ordinanze di divieto di balneazione.

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