Accadde Oggi - 09 settembre 2025, 07:10

ACCADDE OGGI, 9 SETTEMBRE 1992. Provvedimento choc della Regione: "Vietato uccidere le vipere, sono in via di estinzione"

Multe sino a 20 milioni di lire per i trasgressori

ACCADDE OGGI, 9 SETTEMBRE 1992. Provvedimento choc della Regione: "Vietato uccidere le vipere, sono in via di estinzione"

Uccidere una vipera, salvo casi dimostrabili di "trovarsi improvvisamente in caso di serio pericolo", diventa un...reato. Potrà sembrare paradossale ma è, invece, quando ha deciso la Regione. E non si scherza, visto che i trasgressori saranno severamente sanzionati con multe sino a 20 milioni di lire. All'origine del caso l'inserimento del rettile nella lista delle specie animali da proteggere perché a rischio estinzione.

Sonni più tranquilli, dunque, per le vipere nostrane, un po' meno per cacciatori ed escursionisti. La Regione ha deciso di inserire il pericoloso rettile (delle quattro specie presenti in Italia la provincia di Imperia ne conta due, tra cui l'Aspis, la più velenosa) nella lista degli animali a rischio "rosso" d'estinzione, insomma da tutelare. 

Ma non solo. L'Amministrazione provinciale ha abolito infatti il premio di ricompensa a chi catturava e consegnava, viva o morta, una vipera all'Istituto zooprofilattico dell'Igiene di Imperia. Il provvedimento regionale, emanato sotto forma di legge, si rifà allo spirito della Convenzione di Berna, la cui applicazione parecchio criticata aveva creato nei mesi scorsi lunghe code davanti alle caserme della Forestale per la denuncia di possesso di animali imbalsamati, pellicce o oggetti in avorio.

La legge regionale vieterà così  categoricamente l'uccisione del rettile, salvo  "casi di imminente pericolo", cioè se attaccati dall'animale. Probabilità estremamente bassa, visto che ad avere la peggio in un incontro con l'uomo è sempre stata e, nonostante la nuova legge, sarà quasi sempre la vipera. La Provincia, ogni anno, metteva a bilancio circa 13 milioni di lire per le ricompense destinate a chi catturava un esemplare (15 mila lire). Un modo efficace, secondo gli amministratori, per limitare il proliferare del rettile che, almeno sino alla metà degli anni Ottanta, era assai diffuso nelle campagne e nei boschi ponentini. 

Di questi tredici milioni a fine anno ne sono sempre avanzati davvero pochi. "La protezione del rettile - conferma Uccio Carrega, responsabile del settore Caccia e Pesca della Provincia - si è resa necessaria dopo il forte calo del numero di esemplari nell'entroterra. La ragione è da ricercarsi anche in un maggiore spirito ecologico soprattutto da parte dei cacciatori, che non abbattono più i falchi, nemici giurati della vipera. E anche dal proliferare dei ricci, anch'essi grandi buongustai del rettile".

Un primo banco di prova per la nuova legge si avrà a partire dal 20 settembre con l'apertura della stagione venatoria e la contemporanea invasione dei boschi da parte di migliaia di cacciatori che si andranno ad aggiungere all'esercito dei fungaioli e degli escursionisti. cercatori di funghi. Che fare, dunque, nel caso di un incontro ravvicinato con il rettile? A quale distanza scatta il caso di "imminente pericolo"? La legge non lo stabilisce nei dettagli ma, comunque, il provvedimento regionale non dovrà essere preso sotto gamba: la multa per i trasgressori sarà parecchio salata, come anticipato.

Giorgio Bracco

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