“Ho letto le dichiarazioni dell’assessore Oneglio riguardo al servizio taxi e devo dire che si stanno usando dati sbagliati per accusarci. L’assessore non può valutare le chiamate inevase basandosi solo sul numero unico comunale, perché a quel numero rispondono soltanto 10 tassisti, cioè la metà degli operatori attivi in città. Come si può pretendere di avere un quadro realistico così?” esordisce Federico Diletto, portavoce dei tassisti del Consorzio Radiotaxi Imperia.
“Ma il problema vero è che, come ha già chiarito l’ART, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, quei dati non possono essere considerati veritieri senza un filtro serio. Le chiamate per essere considerate inevase – quindi corse non effettuate – dovrebbero passare attraverso un centralino che risponda realmente agli utenti. E questo centralino, al momento, non esiste. A rispondere ci sono degli artigiani, cosa davvero bizzarra”
“Inoltre, il Comune spende 24.000 euro l’anno di denaro pubblico per mantenere attivo questo numero unico. Quei soldi, invece, potevano essere usati per finanziare la creazione di un vero centralino, magari a carico dei tassisti stessi, che così avrebbero garantito un servizio migliore. Ma purtroppo nessuno si è preso la briga di approfondire la questione: anche i partiti di opposizione fanno finta di non vedere”. “Quindi è fuorviante dire che c’è disservizio basandosi solo su quei dati, che non rappresentano la realtà. A dimostrazione di ciò, una delle nuove licenze rilasciate gratuitamente è stata restituita dopo solo sei mesi e altre tre licenze storiche sono state restituite per mancanza di lavoro o perché l’attività non rendeva più”.
“Ma i nostri amministratori, sindaco Scajola in primis, si rendono conto di cosa significa lavorare con la viabilità attuale? Semafori mal sincronizzati, lavori stradali continui: con questo caos diventa impossibile far rendere il nostro lavoro”.
“Abbiamo chiesto più volte un incontro al sindaco, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Mi chiedo perché Scajola non voglia parlare con noi, che rappresentiamo imprese storiche e tassisti che ogni giorno affrontano queste difficoltà.” “Prima di mettere in difficoltà chi ha investito e fatto sacrifici per mantenere un servizio dignitoso, il Comune avrebbe dovuto gestire il rilascio delle licenze e affrontare i problemi del settore con un approccio costruttivo e dialogante”.
“Detto questo, il Consorzio Radiotaxi è sempre disponibile a un confronto costruttivo. Ma basta con la narrazione che mancano i taxi a Imperia: mancano invece autobus che funzionino, manca una viabilità efficiente, mancano strade alternative. Certo, il servizio taxi è migliorabile, ma non possiamo essere il capro espiatorio delle inefficienze di tutta la città”, conclude Diletto.






