Riceviamo e pubblichiamo dall'Tiziano Gramondo dall' ex Assessore alla Protezione Civile Tiziano Gramondo
Dopo aver finalmente registrato l’agognata negatività dei prelievi relativi alla balneabilità – notizia che non può che far piacere – desidero porre pubblicamente una domanda di carattere tecnico-preventivo che riguarda il rio Mortula e il sistema fognario ad esso connesso. Il Sindaco di Diano Marina, che da anni detiene anche la delega ai Lavori Pubblici, è mai sceso personalmente nella tombinatura del rio Mortula per verificare lo stato dei sei tombini della linea fognaria? Presumo di no.
E non si tratta di polemica sterile, ma di una constatazione legata alla prevenzione, che dovrebbe essere al centro della buona amministrazione. In passato, la squadra operai comunale rappresentava una vera e propria memoria storica delle infrastrutture cittadine, capace di intervenire tempestivamente già ai primi segnali di criticità. La sua graduale dismissione ha inevitabilmente generato un vuoto operativo e conoscitivo.
In questo contesto, mi chiedo se esista un reale dialogo operativo tra il Comune e Rivieracqua, soprattutto alla luce dei ripetuti disagi che si verificano con puntuale regolarità. È chiaro che il Sindaco non possa occuparsi personalmente di ogni singolo dettaglio e che non ci si aspetti certo che indossi gli stivali per camminare nei torrenti. Tuttavia, proprio per questo motivo, è fondamentale che si circondi di collaboratori competenti e attenti, capaci di monitorare e intervenire in modo mirato e tempestivo.
Vorrei inoltre sottolineare un fatto che dovrebbe far riflettere: nel 2023 e nel 2024 si è verificata la rottura del tubo di rilancio in via Sant’Elmo. Episodi del genere possono accadere e, fortunatamente, sono stati risolti. Tuttavia, l’evento di quest’anno sembra legato a un sovraccarico localizzato, verosimilmente dovuto al picco di afflusso estivo. E, guarda caso, queste criticità si manifestano sempre subito dopo Ferragosto.
È forse il caso, oggi più che mai, di tornare a una manutenzione consapevole e continuativa, basata sulla conoscenza profonda del territorio e delle sue fragilità.






