Il destino dell’Aurelia bis e di centinaia di famiglie imperiesi si decide ora. Ieri sera, ai Piani di Imperia, si è tenuto un incontro molto partecipato con cittadini, proprietari ed espropriati, preoccupati per il cantiere della nuova arteria che dovrà tagliare la città. Presenti l’ingegner Alessandro Barla, portavoce del Comitato Aurelia Bis Prino-Garbella, e l’avvocato Paolo Prato, presidente regionale e provinciale di Confedilizia. In collegamento, l’avvocato Daniele Granara ha illustrato i motivi del ricorso al Tar promosso dal Comitato.
Durissimo l’intervento di Barla: "Nel ricorso abbiamo posto l’attenzione su diversi aspetti critici del progetto: l’impatto paesaggistico e urbanistico; i costi economici derivanti da tale scelta; l’impatto ambientale sotto il profilo idrogeologico; quello legato al rumore indotto e alle opere di mitigazione. Tutti punti che già il CIPE, nel 2004, e il Comitato tecnico regionale in sede di VIA, nel 2012, avevano evidenziato. All’epoca sia il Comune di Imperia sia la Soprintendenza avevano espresso parere negativo su opere oggi riproposte. Per questo chiediamo al Tar di annullare gli atti e sospendere l’esecuzione".

Se il Comitato punta sul fronte legale, Confedilizia alza la voce sulla questione indennizzi. "Confedilizia è a disposizione dei proprietari di case coinvolti – dichiara Prato –. In caso di esproprio spetta il valore venale dell’immobile, cioè il prezzo di mercato al momento della procedura. Ma non finisce qui: chi non sarà formalmente espropriato, ma subirà danni da cantiere – rumori, vibrazioni, limitazioni di accesso – ha diritto a un indennizzo. Il problema vero, però, arriverà dopo: la svalutazione permanente degli immobili vicini alla nuova tratta stradale. Un danno enorme, previsto dal Testo Unico sugli espropri ma oggi liquidato con criteri superati e penalizzanti".
Il presidente di Confedilizia parla apertamente di “espropriazione indiretta” e denuncia: "Si applicano ancora linee guida basate su giurisprudenza vecchia, con indennizzi che non coprono minimamente il danno reale. Così si crea un forte squilibrio a scapito dei cittadini".
Il clima è incandescente: da una parte i comitati pronti alla battaglia legale, dall’altra i proprietari che temono di perdere valore e vivibilità delle proprie case. "Il nostro obiettivo – conclude Prato – è informare i cittadini sui loro diritti e costringere gli enti pubblici a un dialogo serio con le associazioni territoriali per ottenere indennizzi giusti. Non ci fermeremo".






