Diano Marina è tornata sotto i riflettori della cronaca locale, nazionale e persino internazionale, ma non per la bellezza del suo litorale: la causa è il divieto di balneazione scattato in seguito allo sversamento di liquami fognari nel Rio Varcavello, poi esteso anche alla zona di prelievo del Rio Mortula. Le cause esatte dell’accaduto restano ancora non chiarite, ma le conseguenze sono già evidenti e gravissime.
A denunciarle è Confcommercio del Golfo dianese, che parla apertamente di un danno economico irreparabile per tutto il comparto turistico: non solo stabilimenti balneari, ma anche strutture ricettive, ristoranti, bar e commercio locale. A ciò si aggiunge, secondo l’associazione, un danno d’immagine senza precedenti, destinato a generare ripercussioni anche nelle stagioni a venire.
Di fronte alla gravità della situazione, Confcommercio dichiara di aver chiesto ripetutamente l’attivazione di un regime di emergenza, senza tuttavia ricevere una risposta tempestiva e adeguata da parte degli Enti preposti. L’associazione ha quindi deciso di agire autonomamente, commissionando analisi indipendenti per fare chiarezza, anche a fronte della notizia di dati discordanti: da un lato le analisi dell’ARPAL, che confermerebbero livelli di inquinamento incompatibili con la balneazione; dall’altro quelle effettuate da Rivieracqua, che avrebbero invece restituito valori nella norma.
Per verificare la reale situazione del mare, Confcommercio ha incaricato il laboratorio autorizzato BIOLAB di Imperia di effettuare campionamenti in nove punti tra i Bagni Lido Scogliera (zona Varcavello) e i Bagni Teresa (zona Mortula). "I risultati – rende noto l’associazione – hanno restituito un quadro rassicurante, con acque classificate come eccellenti. Nonostante questo, il divieto di balneazione rimane ancora in vigore, in attesa del responso ufficiale delle nuove analisi dell’ARPAL". Una situazione che Confcommercio definisce inaccettabile per una località a totale vocazione turistica, dove ogni giorno di inattività rappresenta una perdita economica rilevante.
“È lecito domandarsi – si legge nella nota – se i protocolli seguiti siano stati adeguati e se uno stato di emergenza non debba prevedere anche una risposta operativa più rapida, al fine di evitare danni irreversibili all’economia locale”. Alla luce delle analisi effettuate, Confcommercio chiede con forza l’apertura immediata di un confronto tra tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di trovare una soluzione definitiva a problematiche che, secondo l’associazione, affliggono la città da troppi anni. “Ci riserviamo – conclude la nota – di agire nelle sedi opportune per tutelare le aziende associate, la salute dei clienti e l’immagine di Diano Marina”.






