Imperia Città - 05 agosto 2025, 18:02

INTERVISTA DOPPIA. L’Imperia Calcio e il punto di vista del Palazzo: intervengono Antonello Motosso (maggioranza) e Alessandro Savioli (opposizione)

Due consiglieri comunali di sponde diverse che hanno in comune la passione sportiva

La soluzione in extremis trovata per garantire la partecipazione dell’Imperia Calcio al massimo campionato dilettantistico italiano è stata accolta con sollievo, ma anche con riflessioni critiche. A intervenire sul tema sono due consiglieri comunali legati al mondo sportivo e in particolare a quello arbitrale: Antonello Motosso, esponente della maggioranza e delegato del Comune per il CONI, e Alessandro Savioli, consigliere di opposizione per la lista Società Aperta – Imperia di Tutti.

Motosso: “Bene la presenza in serie D, ma ora serve ambizione”

“Parlando da sportivo – afferma Motosso e come delegato del Comune per il CONI, mi fa solo piacere che l’Imperia possa essere rappresentata nel massimo campionato dilettantistico italiano. Lo scorso anno è stato fatto l’impossibile per mantenere la categoria e quest’anno avrei voluto che si potesse puntare a traguardi più ambiziosi”.

Motosso invita la città a concentrarsi sulle proprie potenzialità, piuttosto che guardare con invidia a realtà vicine come quella di Sanremo. “Imperia non deve guardare ai cognomi dei calciatori arrivati nella città dei fiori. Deve pensare a rimettersi in carreggiata. Penso che Fabio Ramoino possa fare bene, come chi lo ha preceduto. La città ha i mezzi per fare bene anche a livello di strutture, anche se dispiace aver perso qualche calciatore locale”.

Savioli: “Serve progettualità vera. Il Comune? Sullo stadio poteva e doveva fare di più”

Più critico il commento di Alessandro Savioli: “Imperia merita di essere valorizzata come si deve, e non solo dall’Amministrazione. La speranza è che si sia trovata una quadra per allestire in tempi rapidi una rosa competitiva e mantenere la categoria”.

Sul ruolo del sindaco Claudio Scajola, Savioli esprime cautela: “Non so quanto possa aver influito sul reperimento degli sponsor. Posso apprezzare il suo impegno, ma non può essere risolutivo: non rientra nelle sue competenze. Non dimentichiamo l’esperienza dell’Albenga dello scorso anno, speriamo che qui non si ripeta”.

Savioli punta il dito anche contro le condizioni dello stadio e il comportamento dell’Amministrazione comunale: “Il problema dello stadio è serio. Il Comune ha delle responsabilità, perché continua a scaricare le colpe sulla società senza però agire concretamente. Avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto. La soluzione? Servono finanziamenti per realizzare un fondo in sintetico, in modo da non dover ogni anno rincorrere riparazioni provvisorie. E va destinata una parte delle risorse anche al restyling degli spalti e delle tribune”.