Attualità - 01 agosto 2025, 07:09

Imperia, chiude la Santa Teresa di Calcutta: la Diocesi non rinnova la convenzione

I volontari costretti a fermarsi dopo sei anni. Bottino: “Aiutavamo oltre 500 persone l’anno, ma non ci arrendiamo”

Imperia, chiude la  Santa Teresa di Calcutta: la Diocesi non rinnova la convenzione

L’Associazione Santa Teresa di Calcutta di Imperia conclude oggi la sua attività. E, con la chiusura dell’assistenza ai disagiati decisa dalla Diocesi di Albenga proprietaria della sede di via Nicolò Berio, le decine di volontari sono costrette ad abbandonare le persone in difficoltà. “Dopo sei anni di attività, – spiega Giuseppe Bottino, presidente dell’Associazione – oggi la Diocesi non ci rinnova la convenzione per cui non abbiamo più la possibilità di accedere ai locali dove svolgevamo la nostra opera assistenziale”.

Sembra che la Diocesi, appunto, voglia riprendere l’attività di assistenza in modo diretto. “Per il momento – è l’amara constatazione di Bottinonon sappiamo se e quando inizierà nuovamente l’opera: è cambiato il Direttore diocesano e sappiamo che la dirigente donna ha deciso questa cambio di rotta”.  L’Associazione Santa Teresa di Calcutta è sorta nel 2007 quando la Diocesi aveva definito la ristrutturazione di quel compito di assistenza e, da allora, i volontari imperiesi non si erano mai fermati pur sotto l’egida di diversa denominazione. “Ai bisognosi offriamo il servizio della mensa – racconta il presidente –e in un anno sono oltre 500 persone che utilizzano questo nostro servizio con un media giornaliera di più di 30 pasti”. 

Non solo la mensa ma l’associazione disponeva anche del servizio di ascolto, della scuola di italiano, dell’aiuto psicologico e di una limitata disponibilità di pernottamento. “Abbiamo acquisito un appartamento in via Cascione – prosegue Bottinoe abbiamo già il progetto e la possibilità di ristrutturarlo per ospitare una decina di persone in difficoltà”. 

Insomma, il futuro non sarà facile ma gli oltre 30/40 volontari all’opera quotidianamente non si fermeranno. “Non ci fermiamo – promette il presidente.– Avevamo il contributo diocesano di 12 mila euro all’anno, le offerte dei cittadini, gli aiuti finanziari del Comune e la parte dell’8 per mille: non sono risorse esagerate ma abbiamo sempre un’esagerata volontà di aiutare gli altri sperando anche nella Provvidenza”.

Ino Gazo

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