Con alle spalle una lunga carriera nel giornalismo, Fulvio Damele si affaccia ora sul mondo della narrativa con un’opera prima che fonde memoria storica, intrigo internazionale e sentimento. A fare da cornice al debutto letterario è la rassegna 'Un libro per l’estate', dove l’autore ha presentato il suo romanzo d’esordio, coinvolgendo il pubblico in una trama densa di misteri e colpi di scena.
L'intervista
Tutto ruota attorno a una domanda inquietante: che fine ha fatto la partita di carburante che forse poteva cambiare le sorti della guerra? Ma c'è di più: un’organizzazione segreta che aiutava i gerarchi nazisti a fuggire in Argentina, due spie ormai in là con gli anni che si ritrovano nella Roma dei primi anni 2000, e un fitto intreccio di rancori, sospetti e memorie.
Il romanzo si muove fra epoche e continenti, rievocando gli anni Quaranta e Cinquanta con un tono nostalgico e inquieto, dove le vicende personali dei protagonisti si intrecciano con i grandi eventi della storia. Tra flashback e svolte narrative, Damele disegna un affresco che dalla Riviera ligure a Sanremo si allarga al mondo, mettendo in scena due giovani alle prese con una lotta per la salvezza del pianeta e un marinaio chiamato a giocarsi tutto in una partita di calcio cruciale.
Un esordio sorprendente, dove la scrittura giornalistica si fonde con la passione per il racconto, regalando al lettore una storia che sa tenere col fiato sospeso e, allo stesso tempo, far riflettere sulle ombre e sulle luci del Novecento.






