Il progetto è ambizioso: tirare fuori dal cassetto, o meglio dal nostalgico album dei ricordi, la Festa al Parasio, nata nel 1976 e portata avanti con fatica, grande successo e gradimento del pubblico sino al 1995, la kermesse più popolare dell'epoca - a suon di musica, buona cucina, arte, spettacolo, sport, arte e intrattenimento - potrebbe tornare clamorosamente alla ribalta la prossima estate.
Gli indizi, forse anche le prove, arrivano dai social , dove nei giorni scorsi il presidente onorario del Circolo Parasio, Giacomo Raineri, e la presidentessa attuale del sodalizio, Simona Gazzano, che per decenni ha organizzato e curato la festa, rassegna, hanno lanciato due appelli. Il primo, che lascia ben poco spazio all'immaginazione, è stato "cerchiamo 50 tavoli e 100 panche in stile sagra". Il secondo, ancora più concreto, l'invito per chiunque abbia partecipato in passato alla festa o ne abbia anche soltanto sentito parlare nella sede del circolo a settembre.
"Sì, è vero, stiamo cercando di capire se, come e quando ci sarà la possibilità di organizzare una sorta di Festa al Parasio 2.0 - confessano Raineri e Gazzano - il primo passo sarà quello di creare un gruppo ristretto, una sorta di comitato pre-organizzatore che, alla luce delle risultanze che avremo dopo gli incontri con soci e cittadini, dovrà poi confrontarsi con direttivo e assemblea dei soci per capire se proseguire la strada verso quella che sarà la nuova Festa al Parasio-Festa della Città. Una cosa deve essere chiara sin da subito: se non ci saranno le condizioni economiche e logistiche per riproporre in grande stile la grande festa del passato non faremo nulla. I tempi sono cambiati e tutto è maledettamente più complicato ma presentare alla città, ai turisti e ai residenti, una festa in tono minore, una brutta copia di quelle degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, non avrebbe alcun senso e, anzi, sarebbe un'offesa alla festa stessa, al nostro passato e alle persone che allora si erano sacrificate per portare alla ribalta la più bella festa popolare della città".
"Parlare oggi di programma sarebbe fuori luogo. Certo, se il progetto di recupero della Festa al Parasio dovesse decollare, poi bisognerà accelerare. "Anche perché - assicura Raineri - la nostra idea è quella di ripresentarci già nel luglio del '26, non vogliamo rinviare al futuro".
La prima edizione, dopo una fase di sospensione, è del 1976. L'ultima nell'estate del 1995. Durava ("e durerà ancora e sempre tre giorni", assicura Raineri) e accoglieva al Parasio intere famiglie di Porto Maurizio e Oneglia e tanti vacanzieri. Il rione si vestiva a festa, illuminato e ospitale come non mai: venerdì, sabato e domenica di metà estate. "L'obiettivo era chiaro - ricorda Raineri - rivitalizzare l'antico borgo e attirare i turisti. Sport, gastronomia tipica, danza, musica, spettacoli, teatro, concorsi fotografici e anche di miss. Il clou? Lo show di Beppe Grillo ma anche il concerto di Michele fece il pienone e così la sfilata storica. Per la 'tre giorni' la mobilitazione era incredibile. Per organizzare la festa ci volevano l'impegno e il sacrificio di non meno di un centinaio di persone, buona parte dei soci del sodalizio, che disponeva allora di circa 500 iscritti. "A cui si - aggiungevano di volta in volta i commercianti e gli artigiani locali - conclude Angelo Giribaldi, vice presidente del Circolo Parasio - dal tardo pomeriggio a notte inoltrata c'era sempre qualcosa da fare o da vedere". Fiore all'occhiello gli stand gastronomici e le specialità preparati dagli esperti chef del Parasio. "Si apriva alle 19 in punto e si andava avanti ben oltre la mezzanotte, che bei tempi...", sorride nostalgico Raineri.






