La passione per una squadra non nasce per caso: si coltiva sui campi polverosi, nelle domeniche di pioggia e nei pomeriggi di allenamento. Si rafforza nelle vittorie e si rinsalda nelle sconfitte. E a Imperia, questa passione ha un nome e un volto: l’Imperia Calcio, simbolo di un’intera comunità, cresciuta attorno ai valori dello sport e dell’appartenenza.
Oggi però, a lanciare un grido d’allarme, sono i genitori dei piccoli calciatori che da anni militano nel settore giovanile della società neroazzurra. In una lettera accorata, esprimono tutta la loro preoccupazione per lo stato di abbandono in cui versa il club: allenatori che lasciano, dirigenti che tacciono, famiglie lasciate senza risposte.
“Siamo genitori di piccoli calciatori in erba che hanno tirato i primi calci nelle file dell’Imperia – scrivono –. Siamo tifosi, amiamo l’Imperia e la nostra città. L’appartenenza a una squadra significa dedizione, amore e orgoglio di farne parte. Ma oggi ci sentiamo abbandonati”.
Le famiglie confermano quanto anticipato da La Voce a riguardo dell'abbandono dopo 17 anni dello storico dirigente Mariano Vacca passato alla Golfodianese, seguito a ruota dai tecnici degli Allievi Olivieri e Monelli e sottolineano come "negli ultimi mesi si sta assistendo a un lento e silenzioso smantellamento: tecnici e istruttori del settore giovanile stanno lasciando l’incarico senza che la dirigenza mostri la volontà di trattenere queste figure fondamentali per la crescita dei ragazzi".
“Sappiamo che ci sono problemi economici, che ci sono debiti – proseguono – ma nessuno ce lo comunica chiaramente. Nessuno cerca il confronto. E nessuno chiede aiuto. Ma noi siamo qui. Siamo pronti a fare la nostra parte, a sostenere, a collaborare. Il timore condiviso è che la gloriosa società, con la prima squadra ancora in Serie D e centinaia di iscritti tra i più giovani, venga lasciata andare incontro a un declino irreversibile. Un colpo al cuore per una città che da oltre cento anni si identifica anche con la sua squadra di calcio".
Di qui l’appello forte all’amministrazione comunale, alle istituzioni sportive e a tutta la cittadinanza: “L’Imperia è patrimonio di tutti. Una realtà viva, radicata, che ha formato generazioni di ragazzi non solo come atleti ma come cittadini. Non possiamo più restare in silenzio. Chiediamo un intervento deciso, che possa garantire un futuro alla società e ai nostri figli. “Vogliamo continuare a giocare. Vogliamo continuare a tifare. Vogliamo continuare a credere nell’Imperia”.