Sarà Giovanni Giramondo, 55 anni, "dissidente" democristiano dopo che si è autosospeso dal partito assieme agli altri compagni del gruppo, il nuovo sindaco di Imperia. Prende il posto del socialista Giovanni Barbagallo, in carica per due anni e mezzo alla guida del pentapartito.
Gramondo è stato eletto a sera inoltrata durante la seduta di consiglio comunale che, una volta preso atto delle dimissioni della giunta, ha trovato una nuova maggioranza, decretando così la fine della crisi. Gramondo ha ottenuto 23 voti, quelli delle forze politiche che compongono la maggioranza "ibrida" (i 9 consiglieri ribelli ex Dc, i 10 del Pci, i due fuoriusciti del Psi (Cagnone e Saglietto) e i due Psdi Ranise e Lupi).
I sette esponenti della Dc ufficiale si sono espressi a favore della riconferma di Barbagallo, così come il Psi, costretto ad abbandonare la giunta con un po' di rimpianti, e il Pli. Per la cronaca, due i voti raccolti dal notaio Temesio (Pri), mentre l'Msi ha votato per il giovane Corradi.
Originario di Dego, Val Bormida savonese, Gramondo di professione fa il medico chirurgo e lavora all'ospedale di Imperia. Nelle elezioni dell'85, aveva riportato un largo consenso personale: con 1.650 preferenze, era stato il terzo nella lista Dc, subito dopo Ivo De Michelis e Giacomo Raineri. La sua roccaforte è la Val Prino dove, alle recenti assemblee precongressuali, il suo gruppo aveva conquistato il 100%. Nella precedente amministrazione, Gramondo era assessore con deleghe a bilancio, economato, personale e contenzioso.
La giunta sarà composta da tre esponenti Pci (Fulvio Vassallo, Silvano Corrado e Davide Berio), due della della corrente autonomista ex Dc (Enrico Lupi e Caterina Garibbo Siri), i due socialisti già sospesi e sul filo dell'espulsione (Carlo Cagnone e Gerolamo Saglietto), e il socialdemocratico Enzio Ranise. Fulvio Vassallo, assessore anziano, avrà la carica di vice sindaco. Le deleghe ancora non sono state assegnate ma, secondo voci di corridoio, a Vassallo potrebbe andare l'urbanistica, a Berio turismo e manifestazioni, a Corrado finanze e bilancio, a Lupi il commercio, a Garibbo Siri la pubblica istruzione, a Saglietto ecologia, fognature e protezione civile, a Cagnone l'assistenza e a Ranise i lavori pubblici.
Poi ci saranno i consiglieri con delega: si parla di Benedetto Adolfo alla cultura), Bonello allo sport, Lanteri e Fontana a contendersi la viabilità, Marvaldi anagrafe e servizi demografici, Nattero alla programmazione e Gerini al personale. Grande tensione in aula. Gorlero, che fa parte dei sette consiglieri ufficiali Dc, ha definito il gruppo contestatore Croce e Martello, mentre il liberale Rudy Leone si è chiesto ironicamente quale fosse la colla che sorregge la nuova maggioranza, parlando apertamente di "matrimonio d'interesse politico".
Ora, però, tutti in città si chiedono se questa "strana" ed eterogenea giunta potrà durare e quanto. A nome dei 9 dissidenti, il consigliere Giovanni De Cicco si è pronunciato con ottimismo, respingendo al mittente insinuazioni e calunnie. "Siamo davanti a un evento politico e amministrativo storico per la città di Imperia", ha sottolineato.






