Rivieracqua sconfessa le dichiarazioni del Difensore civico della Regione Liguria, ribadendo che le bollette, "anche quelle considerate 'maxi', devono essere saldate dagli utenti, nonostante, appunto il parere contrario dell'ex procuratore capo Francesco Cozzi.
Secondo il Consorzio misto pubblico-privato , infatti, le informazioni diffuse "non impongono alcun obbligo di sospendere le procedure di recupero crediti o di interrompere il servizio idrico. "Le modalità adottate per la fatturazione e la riscossione dei crediti sono pienamente conformi alle disposizioni dell'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), che è l'unico ente competente in materia tariffaria e di gestione delle utenze", si legge nella nota ufficiale di Rivieracqua. L’azienda diffida, dunque, gli utenti "a provvedere tempestivamente e correttamente all'estinzione dei propri debiti verso Rivieracqua, ribadendo ancora una volta di essere disponibile a concordare soluzioni rateali dei pagamenti, nel rispetto della normativa vigente".
L'azienda precisa, inoltre, "che ha sempre operato in linea con le indicazioni fornite dall'ARERA, trasmettendo tempestivamente tutta la documentazione richiesta e applicando gli incrementi tariffari approvati, senza retroattività, come previsto dalla normativa vigente". Rivieracqua sottolinea, quindi, "di aver sempre agito nel rispetto delle disposizioni legali e non ritiene che le dichiarazioni del Difensore Civico possano influire sulle procedure di recupero crediti e sul pagamento delle bollette".
Il comunicato richiama, la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, emessa lo scorso 8 agosto 2024 che, "respingendo il ricorso presentato da Confesercenti della Provincia di Imperia e dalla società Confinvest S.r.l., ha dichiarato che gli incrementi tariffari deliberati nel corso del biennio 2022/2023 sono immediatamente efficaci e applicabili, con l’obbligo per gli utenti di corrispondere i relativi corrispettivi, indipendentemente dall’approvazione finale da parte di ARERA".
In quanto all'avvocato Enrico Panero che tutela gli utenti del servizio, secondo Rivieracqua, invece, "non rappresenta gli utenti del servizio idrico gestito da Rivieracqua”, "ma sostenga di tutelare circa 300 sugli oltre 150.000 utenti serviti dall’azienda (poco più dello 0,2%), di cui alla data non ha fornito le generalità, né gli specifici reclami".














